Italia eliminata ai rigori dalla Spagna Fatali gli errori di De Rossi e Di Natale

La maledizione dei rigori colpisce gli Azzurri, che lasciano gli Europei battuti dalle "Furie rosse": 4 a 2. Inutile il rigore parato da Buffon su tiro di Guiza. Donadoni: "I ragazzi escono a testa alta. Abete: "Il ct? Ora rifletteremo"

Vienna - Decidono i rigori, decidono gli errori di De Rossi e Di Natale: due penalty parati da Casillas e Italia fuori dgli Europei. Inutile il rigore di Guiza parato da Buffon che ci aveva rimesso in corsa. La battaglia durissima fra Italia e Spagna nella bolgia del Prater di Vienna è finita così. Donadoni e i suoi tornano a casa dopo un girone difficile, culminato con la qualificazione all'ultima partita grazie al combinato disposto della vittoria contro la Francia e quella dell'Olanda contro la Romania. Ma nella sfida a eliminazione diretta contro una squadra giovane e ben messa in campo, le illusioni sono cadute.

Stavolta le lacrime sono azzurre, lo psicodramma dei rigori premia gli altri, in questo caso gli spagnoli: che non hanno fatto molto di più della nazionale di Donadoni, ma qualcosina sì, nel corso di una serata di calcio noioso riscattato solo dai brividi per i penalty, e dunque meritano di andare avanti. E' finita così, senza neanche un bagliore nella notte calda di Vienna, l'avventura dell'Italia campione del mondo agli europei di calcio.

A capo della più brutta partita del torneo, conclusa ai tempi regolamentari 0-0 e poi 4-2 per gli iberici per gli errori di De Rossi e Di Natale, gli azzurri escono di scena. Era stato disastroso il loro avvio di europeo, non è stata particolarmente dignitosa neanche la loro uscita di scena: 120' di attesa e sofferenza, sperando nelle mani senza fine di Buffon per scamparla e guadagnarsi la semifinale contro la Russia. Invece il calcio dà ed il calcio toglie, come hanno detto spesso gli azzurri in questi giorni: e stasera ha sottratto, perché il portiere juventino un rigore avversario l'ha anche parato, ma gli sbagli azzurri sono stati di più. Il calcio stasera toglie agli azzurri anche se la coppia di fenomeni d'attacco spagnoli, Villa-Torres, quasi mai s'é vista.

Ed anche se le furie rosse sono state molto più mansuete rispetto agli sfracelli delle altre gare. L'Italia però mai è apparsa padrona del gioco, e le assenze degli squalificati Pirlo e Gattuso non possono funzionare da alibi per un ct che fatalmente finirà sotto processo, nonostante il suo contatto sia stato rinnovato da poco (ma la Figc si è riservata una clausola di rescissione).

Le assenze di Pirlo e Gattuso avevano spinto Donadoni a puntare in avvio sul blocco Roma. E così esordio dal primo minuto per Aquilani e conferma per Perrotta, oltre che per il leader De Rossi: quarto uomo di centrocampo era Ambrosini. In avanti fiducia a Cassano a sostegno di Toni, mentre la retroguardia, falcidiata da infortuni, era praticamente obbligata: Panucci-Chiellini centrali, Zambrotta e Grosso esterni. Un po' per colpa del caldo, molto per la disposizione tattica, andava in scena il primo tempo meno spettacolare dell'europeo. Perché l'Italia piazzava De Rossi a fare il centromediano metodista per sopperire alle carenze difensive, e dunque perdeva inevitabilmente in fase di costruzione (anche a causa della mancanza di spinta di un Aquilani fuori ruolo a destra) in un 4-1-3-2 buono soprattutto per coprire gli spazi.

La Spagna invece recitava a memoria lo spartito del suo gioco in un 4-4-2 scolastico, che faticava enormemente a trovare sbocchi. Le emozioni erano così pochissime: una protesta iberica infondata per un contatto in area Ambrosini-Torres al 15', un cross di Ambrosini sul quale Toni arrivava in ritardo di un soffio al 19'. E poi una serie di tentativi da lontano degli spagnoli (al 24' ed al 32' parate a terra di Buffon su tiri di Villa e Silva, al 37' una botta da 30 metri ancora di Silva, fuori di poco). Mentre da parte azzurra ad accendere davvero i tifosi del Prater arrivava solo una giocata brillante di Cassano che al 36', su tocco di Ambrosini, finalmente andava in profondità e crossava un pallone dolce per Toni: il colpo di testa del centravanti però rimpallava sul corpo di Marchena.

Nella ripresa al 4' l'Italia sfiorava il pasticcio difensivo quando su cross dalla destra Panucci in area liberava addosso a De Rossi, la palla finiva a Silva che però sprecava. Al 10' Torres sfuggiva a Panucci e metteva in mezzo, Chiellini anticipava Villa. Al 12' Donadoni inseriva Camoranesi per Perrotta, ed al 13' gli spagnoli ci provavano con Silva: alto. Scattava allora il momento di Fabregas, che rilevava Xavi, ma Aragones mandava in campo contemporaneamente anche Cazorla per Iniesta. Logico disorientamento degli spagnoli e l'Italia creava la sua migliore occasione: lancio lungo di De Rossi in area, batti e ribatti con palla che arrivava a Camoranesi il cui tiro da due passi veniva neutralizzato con una prodezza da Casillas. Gli azzurri, tra i quali Aquilani aveva preso confidenza, provavano allora ad alzare il pressing. Reggevano però solo qualche minuto. L'ennesimo colpo di testa fuori di Toni al 20', poi un'ammonizione per simulazione al capocannoniere Villa preludevano alla sostituzione di Cassano, rilevato da Di Natale. Provava a forzare i tempi la Spagna, ed al 34' Buffon doveva respingere su punizione a giro di Senna, prima di ripetersi al 36'(aiutato dal palo) su un tiro rasoterra del brasiliano naturalizzato. Al 37', su cross di Di Natale, Toni toglieva letteralmente dal piede di Grosso la palla della vittoria.

E la gara andava così ai supplementari, senza Torres, sostituito da Guiza. Subito una protesta spagnola per un contatto Ramos-Chiellini, e la gara finalmente dava l'impressione di accendersi. Al 3' Silva piazzava una botta che finiva a pochi centimetri dal palo. Ed al 5' su cross di Zambrotta e colpo di testa di Di Natale era Casillas a deviare splendidamente in angolo. Ci provava ancora Toni di testa (fuori di poco) ed in avvio di secondo tempo supplementare entrava Del Piero per Aquilani. Al 5' Buffon usciva bene su Villa, un tiraccio di Guiza ed un'incursione di Cazorla con tiro a lato chiudevano di fatto le ostilità. Come da copione, si andava ai rigori: degli spagnoli sbagliava solo Guiza, degli azzurri con Grosso e Camoranesi che avevano fatto il loro dovere, sbagliavano De Rossi e Di Natale. Con i protagonisti degli errori in lacrime, scattava la fiesta spagnola. Tutto sommato è giusto così. 

Donadoni: " I ragazzi escono a testa alta" "Dispiace uscire ai rigori, la delusione è per i ragazzi che avevano dato tutto. E' solo per loro. Ma nello spogliatoio ho detto che escono a testa alta". Lo ha detto Roberto Donadoni, dopo l'eliminazione dell'Italia.

Abete: "Il ct? Ora rifletteremo" "Sono amareggiato. Potevamo vincere o perdere, è finita ai rigori, stavolta non è andata bene ma siamo usciti con onore": così ai microfoni di Raisport il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete che ha sottolineato che l'Italia "ha mantenuto la dimensione di campioni del mondo" ed ha rivolto un "ringraziamento forte al tecnico ed alla squadra. L'Italia è uscita con dignità, la Spagna è una squadra di assoluto valore". Quanto al futuro del ct Donadoni, Abete ha aggiunto: "Ora dobbiamo riflettere tutti. Con Donadoni abbiamo un incontro nei prossimi giorni per fare una riflessione complessiva su questo Europeo. Ragioneremo con grande attenzione, fermo restando il forte ringraziamento. Stasera - ha proseguito - è il momento dell'amarezza e dell'unità. Con calma e mente fredda ragioneremo. Ma non è ora il momento di parlare di contratto". Dal presidente federale sono arrivati poi i complimenti alla Spagna "che si è dimostrata una squadra di grande livello"

De Rossi: "Chiedo scusa" In me il rammarico è molto forte e questa è una brutta serata. Sono soddisfatto della mia prestazione, ma chiedo scusa ai compagni del rigore sbagliato". Così Daniele De Rossi nel dopopartita di Spagna-Italia, in cui non si sottrae alle domande sul rigore che ha sbagliato. "Donadoni ha trovato per me le parole giuste - dice ancora De Rossi - mi ha spiegato che non devo abbattermi e che anche a lui da giocatore è capitato di sbagliare dei tiri dal dischetto. Perdere ai rigori è solo una questione di sfortuna, sul campo siamo stati alla pari".