Italia quarta al mondo per le tasse sulle imprese

Secondo Kpmg Le aliquote italiane sono tra le più elevate d'Europa, dove la tendenza è a ridurre la tassazione. A precedere il Bel Paese nella classifica: Giappone (40,7%), Stati Uniti (40%) e Germania (38,7%). 

Roma - L'Italia è al quarto posto dei Paesi più industrializzati del mondo. Con un'aliquota nominale al 37,25% - frutto della combinazione tra Ires al 34% e Irap base al 3,25% - il nostro si conferma tra i Paesi con le aliquote fiscali più alte per i redditi d'impresa. Ci precedono il Giappone con il 40,7%, Stati Uniti al 40% e Germania al 38,6%.

Lo studio Kpmg Tolte le aliquote tedesche, destinate a ridursi al 30% dal 2008, l'Italia si candida a salire sul gradino più alto del podio europeo, per quanto riguarda le aliquote più elevate. È quanto si legge nella periodici indagine internazionale effettuato da Kpmg, la società di consulenza presente in 148 paesi del mondo.

Il confronto con l'Europa Le aliquote italiane, in effetti, sembrano particolarmente elevate soprattutto se confrontate con la media europea, dove nell'ultimo  anno è scesa al 24,2% (rispetto al 25,8% del 2006). L'Europa  è ormai l'area economica dove le aliquote sui redditi d'impresa sono più basse visto che nei Paesi dell'Ocse in media la tassazione è al 27,8%, in America Latina è al 28% e in Asia/Pacifico è al 30%.

"Siamo indietro con le riduzioni" Domenico Busetto, partner Kpmg ed esperto di fiscalità internazionale fa notare che "il nostro Paese sembra fermo al palo rispetto a una dinamica internazionale di progressiva riduzione del carico fiscale sulle imprese, che si sta consolidando su scala globale. Le aliquote sui redditi d'impresa in Italia sono passate dal 52% nel 1993 al 37,25% alla fine del 2003, ma da allora il processo si è interrotto".

Il resto del mondo Da quest'anno, lo studio di Kpmg monitora anche l'andamento dell'imposizione indiretta nei diversi Paesi del mondo. Se sia analizza da questo punto di vista, l'Europa diventa l'area con l’Iva più alta a livello internazionale, con una media del 19,5% (in Italia è del 20%), a fronte di una media del 17,7% nei Paesi Ocse, del 14,2% dell’America Latina e solo del 10,8% dell’Asia/Pacifico.

La riduzione dell'Iva L'Iva è più alta nei Paesi Scandinavi: in Danimarca, Norvegia e Svezia dove l'imposizione indiretta sul trasferimento di beni e servizi è al 25% (mentre in media in questi paesi, l'aliquota sui redditi d'impresa si aggira intorno al 28%). Nei prossimi anni si prevede di assistere alla crescita della tassazione indiretta e ad un'ulteriore progressiva riduzione delle aliquote sui redditi d’impresa, come ha intenzione di fare la Germania.

Paesi Ocse Tra i Paesi Ocse, la media dell'Iva si è mantenuta ferma intorno al 18% negli ultimi sei anni, mentre le aliquote sui redditi d’impresa sono scese dal 31,4% al 27,8%. È evidente che, anche senza aumentare il livello della tassazione, l'imposizione indiretta è sempre più importante come fonte d'entrata per i Governi nazionali. In paesi come il Messico e la Turchia ad esempio, l'Iva già oggi contribuisce per il 50% delle entrate statali.

Il taglio alla corporate tax Tra i Paesi che hanno realizzato i tagli più consistenti nella "corporate tax" nell'ultimo anno, ci sono la Turchia che ha abbassato le aliquote dal 30 al 20% e la Bulgaria, che con una riduzione del 5%, ha portato l’aliquota al 10%.

Sulla strada della Germania Altri Stati dell'Ue che hanno compiuto riduzioni importanti sono anche l'Olanda e la Grecia, che passano dal 29 al 25% e la Spagna che nell'ultimo anno ha ridotto le aliquote dal 35 al 32,5% (a partire dal 2008 saranno ulteriormente ridotte al 30%). Oltre alla già citata Germania, per il futuro si aspettano riduzioni anche nel Regno Unito, e forse anche in Francia.