Italia spezzata in due Il colpo della strega è un male nazionale

Nino Materi

Sei un tipo troppo sedentario? Attento al mal di schiena? Sei un tipo troppo sportivo? Attento al mal di schiena. Sei un tipo che ha trovato il giusto equilibrio tra pantofole e scarpette da ginnastica? Attento al mal di schiena.
Insomma qualsiasi cosa tu faccia e in qualsiasi maniera tu la faccia, il colpo della strega è sempre in agguato pronto a bloccarti sul più bello, facendoti fare la figura del fesso. Già, perché non c’è niente di più ridicolo (ma solo per chi assiste alla scena, ovviamente) di un poveraccio che si «immobilizza» senza un apparente motivo, neanche stesse giocando a «Un, due, tre... stella!».
Una patologia - il mal di schiena - che è per tutti gli italiani la ragione più comune (insieme al raffreddore) di richiesta di visita del medico di famiglia: l'80% degli italiani ne ha sofferto almeno una volta nella vita, il 60% almeno tre voltela; la lombosciatalgia cronica, in particolare, è più frequente al Nord (con 8,8 malati ogni 100 persone, dati Istat) rispetto al Centro e al Sud (rispettivamente 7,7 e 6,6), e rappresenta uno dei motivi principali di assenza dal lavoro.
Un quadro dipinto coi colori delle pomate antidolorifiche dai medici riuniti a Roma dalla Società italiana di ortopedia e traumatologia (Siot).
Per mal di schiena - spiegano gli specialisti - si intendono quei dolori che colpiscono dal collo fino all'osso sacro. Si tratta di una sofferenza «trasversale» e «democratica», poiché può «toccare» chiunque, senza distinzione di età o sesso. L'unica eccezione è rappresentata dall'osteoporosi, malattia che causa fratture vertebrali e si manifesta principalmente nelle donne.
Appartengono al mal di schiena anche altre patologie, quali la lombalgia e la lombosciatalgia, che colpiscono lombi, costole e natiche, fino a ripercuotersi lungo tutta la gamba. Nel caso della lombosciatalgia il dolore è ancora più elevato e circa 8 italiani su 100 ne soffrono in maniera cronica. Non solo notizie negative, comunque.
Il mal di schiena «classico», infatti, è una patologia che può «passare» da sola o con modeste terapie. «Una volta che il dolore è scomparso, però - avvertono gli specialisti - non bisogna pensare che la malattia sia stata sconfitta del tutto. Il disturbo può infatti tornare e spesso i pazienti devono imparare a convivere con queste fastidiose ricadute».
La regione messa peggio è la Lombardia dove il 15% delle persone, vede ciclicamente le stelle per colpa del maledetto mal di schiena contro il quale si può poco o nulla.
Un dato in linea con quello nazionale, e che è al centro di un curioso paradosso: il mal di schiena, infatti, è causato sia da uno stile di vita troppo sedentario, sia da un'intensa attività fisica, soprattutto se si gioca a calcetto o ci si allena in palestra.
Ma ad allarmare gli esperti del Siot non è solo l’emergenza-lombosciatalgia, ma anche l’escalation di fratture agli arti inferiori sempre più gravi, a causa di incidenti stradali e ad uno stile di vita troppo legato all'auto e alla moto.
Secondo gli ultimi dati Istat, ad esempio, in Lombardia si sono verificati in un anno quasi 47mila incidenti (il 20,8% degli incidenti verificatisi in tutta Italia), che hanno provocato 832 morti e più di 63mila feriti; inoltre, secondo le cifre del ministero della Salute, sempre in Lombardia sono state ricoverate per fratture degli arti inferiori più di 15mila persone, soprattutto uomini, principalmente nella fascia dai 15 ai 64 anni. Superati i quali avere a che fare solamente col mal di schiena sarà da considerare, forse, una fortuna.