In Italia triplicati i figli di coppie non sposate

L'Istat rivela: in dieci anni passano dall'1,7 al 4,4 per cento. Sale a un milione il numero di bambini di genitori separati. Un ragazzo su quattro non ha fratelli o sorelle

Sono triplicati i figli di coppie non sposate: negli ultimi dieci anni il numero dei minori che vivono con genitori non coniugati è passato dall'1,7% nel 1998 (pari 173mila bambini) al 4,4% nel 2008 (cioè 447mila bimbi). E sfiorano il milione i bambini figli di coppie separate, il 9,4% del totale, mentre dieci anni fa erano il 6 per cento. A rilevare il cambiamento è un'indagine dell'Istat, finanziata dal ministero del lavoro, presentata oggi da Linda Laura Sabbadini, direttore centrale dell'istituto, alla seconda giornata della Conferenza nazionale sull infanzia, in corso a Napoli fino a domani.
La ricerca ha preso in considerazione i dati fra il 1998 e il 2008. Un bambino su quattro nel nostro paese è figlio unico; diminuisce poi la quota di due o più fratelli, che scende al 19,9%. Aumentano i minori con entrambi i genitori che lavorano, soprattutto al centro: dal 45,4% al 52,1%; al Nord passano dal 53,5% al 55,6%. L'affidamento dei più piccoli fra zero e 2 anni è ai nonni nel 67,8% e resta elevato fino ai 10 anni (3-5 anni il 70,5%, 6-10 anni il 65,8%, 11-13 anni il 52,8%). Solo il 4,5% è affidato a persone retribuite.
I genitori si affidano sempre più ai nidi anche se la loro diffusione è «ancora molto scarsa»: dal 9,6% al 15,3% per la fascia 0-2 anni. Il 40,1% frequenta un nido privato (era il 35,6%); circa l'80% dei bambini nei nidi ha la mamma che lavora. E fra quelli che non lo frequentano, il 44,4% è considerato troppo piccolo. La scuola d'infanzia è frequentata dall'88,9% dei bambini fra i 3 e 5 anni. Nel 71,7% dei casi i genitori percepiscono il ruolo fondamentale da un punto di vista educativo della scuola dell'infanzia e danno anche grande valore alla socializzazione (25,6%). Fra i bambini che non frequentano la scuola d'infanzia, il 45,7% è seguito da un familiare mentre il 26,8% è considerato troppo piccolo.
Nella scuola primaria, l'utilizzo dei servizi è molto differenziato a livello territoriale: la mensa è utilizzata dal 60% al Nord contro il 20,1% del sud e l'11,6% delle isole; la palestra da oltre l'82% al nord e dal 52,9% nelle isole; la biblioteca, da più del 44% al nord, da meno del 15% al sud e nelle isole. I piccoli italiani giocano di più con la mamma che col papà. Con quest'ultimi fanno giochi sportivi mentre con la mamma attività legate alla musica e al racconto di fiabe. I giochi utilizzati sono ancora quelli tradizionali: bambole per le bambine fra i 3-5 anni (85,6%) e automobiline per i maschi (76,1%); fra i 6 e 10 anni sempre le bambole per le femmine (73%), il pallone per i maschi (72,9%). Cresce nei giovani fra i 6 e i 17 anni la socializzazione e la frequentazione degli amici, che salgono dall'81,5% all'86,4%. L'utilizzo di computer e televisione non cancellano comunque le altre attività, come lo sport e la lettura.