Italia vecchia ma è boom per la rete

Pubblicato l'Annuario statistico dell'Istat: non si arresta
il processo di invecchiamento della popolazione. E' over 65 un italiano su 5. Cresce il numero di stranieri residenti (6,5% della popolazione). I più giovani si dedicano a libri e internet

Roma - Italia sempre più vecchia: non si arresta il processo di invecchiamento della popolazione del Belpaese e ormai è over 65 un italiano su 5. Nell’annuario 2009 l'Istat dipinge una nuova Italia che, nonostante la bassa crescita demografica, sembra "crescere" tecnologicamente: si dedica ai libri il 64,7% dei giovani tra gli 11 e i 14 anni, gli utenti della rete passano dal 44,9% del 2998 al 47,5%. Continua, invece, a crescere il numero degli stranieri residenti nel Paese: a fine 2008 erano 3.891.295, rappresentando il 6,5% della popolazione italiana.

Più persone in cerca di lavoro Nel 2008 torna ad aumentare, dopo nove anni, il numero delle persone in cerca di occupazione, attestandosi a quota 1.692.000, 186mila in più rispetto al 2007 (+12,3%). La crescita interessa sia gli uomini che le donne e riguarda in modo più consistente il Sud (+9,8%, pari a 79mila unità) e il Centro (+18,9%, pari a 50mila unità). A crescere è anche il tasso di disoccupazione che sale al 6,7% dal 6,1% del 2007. Ed è allarme Sud: il tasso di disoccupazione nel Mezzogiorno è pari a circa il triplo rispetto al Nord, con picchi come quello della Sicilia che presenta un livello (13,8%) cinque volte superiore a quello del Trentino Alto Adige (2,8%). L’aumento della disoccupazione maschile (+98mila unità) è determinato in misura significativa da quanti hanno perso il lavoro (+73mila unità). L’allargamento dell’area di disoccupazione femminile (+88mila unità) può invece essere attribuito - osserva l’Istat - soprattutto alla crescita delle ex inattive, in particolare al Sud. In generale l’incremento della disoccupazione riguarda soprattutto le classi d’età centrale. Per gli stranieri il tasso di disoccupazione è pari all’8,5%, con un incremento di due decimi di punto rispetto al 2007, determinato esclusivamente dalla componente maschile.

In aumento la spesa per il welfare Nel 2008 la spesa per il welfare (previdenza, sanità e assistenza sociale) è aumentata del 5,4% rispetto all’anno precedente, raggiungendo il livello di 434,4 miliardi di euro. L’annuario 2009 dell’Istat evidenzia un’incidenza della spesa per la protezione sociale sul pil pari a 27,6% (in aumento rispetto al 26,7% registrata nel 2007). Il 93,6% di questa spesa, pari a 406,5 miliardi, è stato effettuato dalle istituzioni delle amministrazioni pubbliche alle quali è affluito il 92,8% delle risorse messe complessivamente a disposizione del welfare. Nel periodo 2005-2008, rileva l’Istat, la spesa previdenziale appare in crescita, in particolare tra il 2007 e il 2008, sia in rapporto alla spesa pubblica corrente (l’incidenza è passata dal 38,7% al 38,9%) che rispetto al Pil (l’incidenza è aumentata dal 17,2% al 17,7%). La spesa destinata all’area previdenziale sul totale delle prestazioni sociali mostra invece un andamento altanelante, riportandosi nel 2008 su valori analoghi a quelli registrati all’inizio del quadriennio.

Boom di estorsioni Crescono del 5,8% i reati in Italia nel 2007. Sono 2.933.146 i delitti denunciati all’autorità giudiziaria dalle forze di polizia. Sono soprattutto le estorsioni e i sequestri di persona a crescere maggiormente, rispettivamente del 21,2% e del 16,1% rispetto al 2006. A crescere negli ultimi anni, fa notare l’Istat nel suo annuario, sono anche le truffe e le frodi informatiche (+10,7% sul 2006) che sono oltre 120mila nel 2007. Stabili i suicidi e i tentativi di suicidio nel 2008, rispettivamente 2.828 e 3.327, rispetto a 2.867 e 3.234 del 2007. Oltre tre quarti dei suicidi (il 77,7%) riguarda gli uomini, percentuale che scende al 53,1% per i tentati suicidi. In forte calo nel 2008 i minori entrati nei centri di prima accoglienza (-14,1%), soprattutto grazie alla riduzione della componente straniera. I reati più comuni sono quelli contro il patrimonio (67,3%), la droga (23,4%) e reati contro la persona (4,9%). Nel 2008, secondo i dati Istat, sono entrati negli istituti penali per i minorenni 1.347 giovani e sono usciti in 1.437. A fine anno, i minori presenti sono il 5,4% in più rispetto all’anno precedente. I servizi sociali hanno preso in carico 17.814 giovani (10% femmine e per un quinto stranieri). Cresce del 6,5% il numero di coloro che è stato collocato in comunità, con un maggiore incremento per le ragazze (+11,9%).

Boom di processi civili Processi civili in aumento nel 2007. Lo sottolinea l’Istat nel suo annuario statistico che rileva un +2,8% delle udienze di primo grado rispetto all’anno precedente. Quelli esauriti crescono del 3,7%, mentre diminuiscono i processi pendenti a fine anno. Scende nel 2008 il numero dei protesti, pari a 1.476.127 (-1,2% sul 2007). Il valore complessivo dei protesti ammonta a 4,109 miliardi di euro, con un importo unitario di 2.784 euro. In forte calo nel 2007 i fallimenti dichiarati: sono 6.062 (-40,5%), rispetto al 2006. Sono soprattutto relativi a società (90,1% del totale). Un risultato, spiega l’istituto, che risente delle modifiche normative del 2006 e 2007 che hanno riguardato la disciplina delle norme concorsuali e le discipline dei fallimenti, concordati preventivi e liquidazioni coatte e coattive. Nell’ufficio del giudice di pace sopravviene il 32,3% dei procedimenti di primo grado, tale percentuale è pari al 67,5% per gli stessi procedimenti presso i tribunali. I procedimenti sopravvenuti relativi a locazioni di immobili a uso di abitazione aumentano del 3,7% rispetto al 2006. Gli esauriti aumentano dell`1,3%, mentre i pendenti finali presentano l`incremento maggiore, pari al 6,6%. I procedimenti ad uso diverso da quello di abitazione crescono rispettivamente del 3,4% per i sopravvenuti, del 4,4% per gli esauriti e del 10,2% per le pendenze. I provvedimenti di urgenza a protezione del minore passano da 6.587 nel 2006 a 7.275 nel 2007, registrando un aumento del 10,4%. Le adozioni di minori nel 2007 risultano pari a 4.289 (+6,4% rispetto all'anno precedente), di cui 1.815 riguardano minori italiani. È importante, scrive l’Istat nel suo annuario, sottolineare l'incremento osservato nella quota di adozioni di minori italiani, salita dal 39% nel 2006 al 42,3% nell`anno successivo. Si rilevano, infine, 1.344 dichiarazioni di stato di adottabilità, aumentate del 7,2% rispetto all`anno precedente.

I quotidiani nelle case degli italiani Il 56,2% della popolazione di 6 anni e più legge quotidiani almeno una volta alla settimana. Un’abitudine più diffusa tra gli uomini (62,1%) che tra le donne (50,6%). L`interesse per la lettura di quotidiani è maggiore nel Nord, dove il 62,6% della popolazione li legge almeno una volta a settimana e nel Centro (58%), mentre minore risulta nel Mezzogiorno (46,7%), ad eccezione della Sardegna dove la quota di lettori di quotidiani raggiunge il 66,1%. Il 45,1% dedica il proprio tempo alla lettura di un libro nel tempo libero. Crescono i lettori forti rispetto all’anno 2008, spiega l’Istat, sottolineando che la percentuale passa dal 44 al 45,1%. I giovani tra gli 11 e i 14 anni rappresentano la quota più alta di lettori: sono infatti il 64,7% quelli che dichiarano di leggere libri nel tempo libero. Secondo i dati dell`indagine multiscopo ’Aspetti della vita quotidianà nel 2009, il 64,7% della popolazione di 6 anni e più ha fruito di almeno uno spettacolo o intrattenimento fuori casa fra quelli considerati nel questionario dell'indagine (teatro, cinema, visite a musei e mostre, concerti classici e operistici, altri tipi di concerti, spettacoli sportivi, discoteche, siti archeologici e monumenti), quota che sale al 68,6% fra gli uomini e si attesta al 61% fra le donne. Il 15,4% ha fruito di un solo tipo di spettacolo o intrattenimento. Il coinvolgimento in due o più attività, invece, ha riguardato una quota rilevante di popolazione (49,3%) e, in particolare, gli uomini, fra i quali la quota di coloro che dichiarano di avere assistito a due o più spettacoli e/o intrattenimenti nell`ultimo anno raggiunge il 52,8% contro il 46% delle donne. Un terzo della popolazione, invece, non ha fruito di spettacoli o intrattenimenti fuori casa. Tale quota sale al 36,6% fra le donne per attestarsi su valori più contenuti tra gli uomini (28,8%). Il trend dal 2001 al 2009, afferma l’Istat, mostra una sostanziale stabilità sia per quanto riguarda la quota di persone che svolgono due o più attività, sia per quanto riguarda la quota di coloro che svolgono una sola delle attività considerate. Tra i diversi tipi di spettacoli e intrattenimenti nel tempo libero fuori casa, il cinema continua a raccogliere il maggior pubblico, interessando nel 2009 il 49,6% della popolazione di 6 anni e più.