In Italia viene rubata un'auto ogni 4 minuti

Aumentano i furti, diminuiscono i ritrovamenti e quasi sempre le difese sono inutili. E il derubato? Va in crisi. La metà delle auto rubate non sono assicurate. Il posto dove le macchine spariscono più frequentemente è il parcheggio sotto casa. O sul luogo di lavoro

Si sa, automobili e telefonini intasano allegramente il nostro Paese. Basterebbe giudicare dall’indicatore pubblicità che una volta si occupava (anche) di digestivi, estratto di carne, pannolini e magliette della salute. Oggi spadroneggiano l’internauta Totti e un plotone di auto dai vetri fumè che sfreccia in un improbabile deserto verde. Logico che l’auto rimanga tra gli oggetti più desiderati e riciclabili da parte dei ladri. La situazione è questa: siamo passati da un calo record di furti del biennio 2008-2009 all’inquietante normalità dell’anno successivo con 124.197 vetture, 38.783 motocicli e 2.908 automezzi pesanti rubati.

Ogni giorno «passano di mano» 340 auto, 14 all’ora, più o meno una ogni 4 minuti. Niente di catastrofico se non fosse che l’italiano spesso lavora per cambiare l’auto, quella che ha più di due anni. Lo studio è stato commissionato all’istituto di ricerca A&F Research da LoJack Italia, società leader nelle attività di rilevamento e recupero dei veicoli rubati che ha stilato un rapporto ad uso di chi non vuol piangere sul latte versato. Automobilista avvisato.

I luoghi del furto I moderni sistemi antifurto hanno reso i furti indubbiamente più difficili, ma non per questo impossibili; ladri esperti e attrezzati sono in grado di disattivare la maggioranza dei sistemi antifurto nel giro di dieci minuti o poco più. Inoltre, alle tradizionali tecniche di furto se ne sono aggiunte alcune pericolose per l’incolumità dei proprietari dei veicoli. In diversi casi i ladri non esitano, infatti, a entrare in casa per rubare le chiavi delle auto. Può così accadere che il proprietario si accorga della sottrazione della chiave molti giorni dopo, rendendo assai arduo il ritrovamento. Talvolta invece (ed è l’eventualità più temuta), questi tentativi degenerano in rapine ai danni dei residenti.

Nella maggior parte dei casi il furto dell’auto avviene in situazioni percepite come «sicure», nei pressi dell’abitazione. Tra i luoghi preferiti dai topi di auto ci sono il parcheggio esterno vicino a casa: 36,2%, il parcheggio pubblico: 23,8%, il garage interno: 13,8%, la vicinanza al luogo di lavoro: 13,8%, la vacanza/trasferta: 10%. In 40 casi su 100 il derubato non è in grado di ricostruire le modalità del furto. Che negli altri casi avviene con scasso diretto (31,2%), con traino e poi scasso (13,8%), con sottrazione di chiavi (5%) o con altri stratagemmi (10%) come l’asportazione dell’antifurto, la sostituzione della targa e la clonazione del telecomando. E pensare che in 63 casi su 100 la sottrazione dell’auto si verifica in presenza di un sistema antifurto: elettronico di serie nel 75% dei casi, blocca sterzo-pedaliera (21,2%), allarme acustico aggiunto (9,6%), blocco motore aggiunto (7,7%) e sistema di localizzazione satellitare (5,8%).

Il caso Puglia
In questa regione il modus operandi della criminalità prevede spesso il «ricovero» dei veicoli rubati dentro capannoni, finte serre o all’aperto nel mezzo di uliveti. Le foglie degli alberi nascondono a occhi indiscreti il furto anche da eventuali perlustrazioni dall’alto. In altri casi questi stessi veicoli vengono presi per compiere altri crimini, dando meno nell’occhio rispetto ad auto nuove o fuoriserie. E a testimonianza di questo la classifica delle auto più rubate nel 2010 vede posizionata al terzo posto, dopo le Fiat Panda e Punto, la vecchia Fiat Uno. Per quanto riguarda i veicoli di nuova progettazione invece sono stati registrati numerosi furti di Fiat Panda.

L’assicurazione contro il furto
E qui viene il bello. In un paese come l’Italia, ai primi posti in Europa per furti, quasi la metà di chi subisce il furto non è assicurato contro questo fenomeno. Oltre un intervistato su due ha l’assicurazione contro il furto, mentre per il restante 46,2% il furto si traduce in un grave danno economico, privo di qualsiasi rimborso. Tra i modus operandi di furto emergenti c’è proprio quello la scelta di veicoli di valore contenuto, solitamente privi di copertura assicurativa contro il furto e successivamente la restituzione del mezzo in cambio di un riscatto (il cosiddetto «cavallo di ritorno»), una pratica frequente in Campania. «Dall’analisi - evidenzia Maurizio Iperti, amministratore delegato di LoJack Italia - emerge come il furto dell’auto venga percepito non solo come un grave danno economico, ma anche come una violazione della propria sfera privata e della sicurezza percepita. La possibile sottrazione dell’auto costituisce la principale ansia per chi si appresta ad comprare un veicolo nuovo o usato». Un consiglio: regalatevi ore di serenità prendendo l’autobus una buona volta.