Italiani grandi viaggiatori ma sempre più stranieri scelgono il Bel Paese

Nonostante la crisi, la voglia di andare oltre frontiera è sempre forte (aiutata anche dal boom dei voli low cost): nel 2006 spesi 18,4 miliardi di euro. Spesa record degli stranieri in Italia: 30,4 miliardi

Roma - Italiani grandi viaggiatori all'estero. Nonostante la crisi, la voglia di andare oltre frontiera è sempre forte (aiutata anche dal boom dei voli low cost). Un dato: nel 2006 la spesa totale all'estero è stata di 18,4 miliardi di euro. I Paesi in cui i turisti italiani hanno trascorso il maggior numero di notti sono la Francia, la Spagna e gli Stati Uniti, che sono anche i primi tre Paesi al mondo per numero di arrivi internazionali secondo i dati dell’Organizzazione mondiale del turismo (Unwto). Ad attestarlo è l’Annuario del Turismo e della Cultura 2008, curato dal Centro studi del Touring Club italiano.

Italia, turismo straniero in ripresa I viaggiatori stranieri in Italia nel 2006 sono stati complessivamente 67,4 milioni, di cui 25,8 milioni escursionisti e 41,6 pernottanti. Questi ultimi hanno totalizzato 249 milioni di giornate di presenza sul territorio, in media 8,4 per viaggio. La spesa totale ha fatto registrare il valore record di 30,4 miliardi di euro. Nel 2006 si è verificata una significativa ripresa del turismo incoming in Italia: sia il numero di pernottamenti che la spesa turistica totale sono aumentati del 6,7% mentre i viaggiatori pernottanti sono cresciuti del 12,3% con una diminuzione però della durata media del soggiorno (-5%). Questo trend positivo è proseguito anche nei primi dieci mesi del 2007. Le regioni in cui i turisti stranieri hanno trascorso il maggior numero di notti sono state Lazio, Veneto e Lombardia. E con i 5 miliardi di euro spesi dai turisti stranieri nel 2006, il Lazio è anche la prima regione per entrate.

Turismo industria globale Per il 2007 il World Travel & Tourism ha stimato per il sottore viaggi e turismo nel mondo 76,1 milioni di occupati diretti e 155,1 milioni indiretti, per un totale di oltre 231 milioni. Rispetto ai principali competitori internazionali, l’Italia, con 2,6 milioni di addetti, si posiziona al decimo posto per numero di occupati nel settore dopo la Cina (72,5 milioni), gli Stati Uniti (15 milioni), la Germania (4,3 milioni), il Messico (4,1 milioni), la Spagna, la Federazione Russa, la Francia, l’Egitto e il Regno Unito. Secondo alcuni studi nel 2007 in Italia sono state quasi 840.000 le nuove assunzioni da parte delle imprese italiane, di cui oltre 105.000 per il settore turistico e 36.970 per le imprese ricettive e dei servizi turistici, ovvero agenzie di viaggi e tour operator. Alle 105.700 nuove assunzioni si contrappongono 93.670 uscite, con un saldo positivo di oltre 12 mila unità.

Le Regioni investono poco Il turismo incide in modo ancora poco significativo sui bilanci delle Regioni: gli stanziamenti dedicati al settore, come spese dirette, sono quasi sempre al di sotto dell’1%. Lo studio del Tci esamina la portata del turismo sulle voci di spesa dei bilanci regionali tra il 2001 e il 2006. L’anno in cui le Regioni hanno speso di più per il turismo (1.335 miliardi di euro) è stato il 2003, mentre il valore più basso è quello registrato nel 2005, pari a circa 900 milioni di euro. Nei sei anni presi in esame le spese dirette per il turismo in tutte le Regioni sono state pari a 6,7 miliardi di euro, in media 1,1 miliardi all’anno. Considerando le spese di ogni singola regione, si rileva che nel periodo 2001-2006 è stato il Piemonte a investire di più (878,6 milioni), seguito dalla Sicilia (758,3 milioni) dal Lazio (528,6 milioni) e dalla Calabria (522,6 milioni).
Invece per musei, siti archeologici e manifestazioni culturali, tutti importanti per rendere più appetibile l'offerta di vacanze in Italia: tra il 2001 e il 2006 le Regioni hanno speso complessivamente 4,4 miliardi di euro. La Regione che ha speso di più è la Sicilia.