Kalterersee, i prodigi della Schiava

I l lago di Caldaro è una zona bellissima dell'Alto Adige, che deve la sua gloria anche al vino. Merito di una terra calcareo-argillosa, di pendii che garantiscono un'esposizione al sole ideale, delle acque del lago che fanno da termoregolatore naturale.

Il vino più rappresentativo di questa arcadia enologica è il Kalterersee doc, un rosso a base Schiava (vitigno autoctono citata fin dal Medioevo) che ha tra le sue caratteristiche un colore poco carico e una silhouette elegante e stilizzata che ne fanno una sorta di fratello minore del Pinot Nero.

Da anni l'azienda più rappresentativa è la Cantina Kaltern, nata dalla fusione di quattro cantine sociali di Caldar, la Erste, la Neue, la Bauernkellerei e la Jubiläumskellerei. Un colosso che vanta oltre 700 soci conferitori, quasi tutti con meno di un ettaro, e un totale di 480 ettari. La cantina rappresenta quindi la vera anima di un territorio orgoglioso e identitario.

Qualche settimana fa a Milano la cantina ha organizzato una degustazione che ha messo a confronto alcune etichette di Kalterersee dell'ultima annata, il 2016 (il Classico Superiore, il Leuchteberg Classico Superiore e il «cru» Pfarrhof Classico Superiore) in cui il Kalterersee si è esibito in tutta la sua raffinata beva. Poi l'annata 2015 del Pfarrhof si è confrontata con due grandi francesi, il Gamay Margon 2014 del Domaine Joseph Chamonard e il Pinot Nero Mercurey Premier Cru 2013 di Bouchard Père & Fils, uscendone a testa altissima. Infine sono stati messi bicchiere a bicchiere tre annate dello stesso Pfarrhof, la 1997, la 2008 e la 2010, a dimostrazione che malgrado la sua scarsa tannicità il Kalterersee è un vino dotato anche di una buona longevità.

La cantina Kaltern produce anche un'edizione limitata del Pinot Bianco, il kunst.stück (opera d'arte in tedesco) che ha una etichetta capolavoro scelta ogni anno attraverso un voto online.