Kenya, animatore italiano assassinato per 100 euro

Andrea Pace morto dissanguato sotto gli occhi di un’amica dopo una rapina. I malviventi li hanno costretti a sdraiarsi. Poi hanno sparato, forse solo per spaventarli. Ma il colpo è stato mortale

Torino - Dioniso, dio dell'allegria e del vino. Questa l'immagine che cercava di dare di sé Andrea Pace, il trentenne animatore torinese ucciso la notte di Natale in Kenya da tre rapinatori. Andrea Pace aveva fatto dell'allegria e del gioco uno stile di vita. Ma soprattutto un lavoro. Quel lavoro che lo portava ogni anno in giro per il mondo e che gli permetteva di soddisfare la sua passione per i viaggi. Erano dieci anni che Andrea Pace faceva l'animatore nei villaggi turistici per conto del tour operator Eden Viaggi e quest'anno, così come già era stato in passato, era partito alla volta del Kenya, di Watamu, vicino a Malindi. E lì, in quella località che per tanti turisti è un paradiso, Andrea ha trovato l'inferno: ucciso, con un colpo di pistola, da tre balordi che volevano rapinarlo nella notte di Natale.

L'accompagnatore turistico aveva passato la serata con amici ed era rientrato nella casa in cui viveva in affitto a Watamu intorno alle 3 del mattino con un'amica, Alessandra. Appena varcata la soglia dell'alloggio i due sono stati aggrediti da tre banditi, entrati grazie a un duplicato delle chiavi. I malviventi li hanno costretti a sdraiarsi pancia a terra sul pavimento, poi li hanno minacciati per farsi dare i soldi. Ma Andrea e Alessandra avevano solo qualche centinaio di euro e un paio di telefonini. I banditi hanno rovistato in tutta la casa, poi se ne sono andati portandosi via l'auto di Andrea. Prima di abbandonare l'alloggio, però, uno dei rapinatori ha sparato un colpo in basso, all'altezza delle gambe della vittima. Forse volevano solo impedirgli di chiedere aiuto, ma la pallottola si è conficcata all'altezza dell'inguine, recidendo la femorale. Andrea è morto in pochi istanti, dissanguato, davanti agli occhi atterriti dell'amica.

Per Andrea questo era il terzo anno in Kenya: era partito dall'Italia a novembre e vi sarebbe tornato solo per Pasqua. Nel resto dell'anno il giovane viveva a Torino con i genitori e il fratello. «Ho sentito suonare il campanello, attorno alle sei, le sette. Era la polizia. Ho pensato a tutto, tranne che ad Andrea - ha raccontato il fratello Roberto -. Gli agenti mi hanno detto che mio fratello era morto, vittima di un incidente. Ho creduto che si trattasse di un incidente stradale. Poi mi è stato spiegato che era stato ucciso». C'è rabbia in casa di Andrea Pace, adesso. Sdegno e sgomento per una barbara uccisione, per la sorte peggiore che possa capitare a un figlio mentre lo si immagina spensierato in uno dei paradisi turistici internazionali. In famiglia avevano parlato con Andrea solo poche ore prima della rapina, per gli auguri di Natale.