Krasic, 2 turni con la prova tv La Juve: "Violenza mediatica"

Il giudice sportivo, utilizzando le immagini di Sky, decide per la sanzione di due giornate di squalifica al serbo della Juve per la simulazione di domenica a Bologna: "Abile tuffo". Il presidente Andrea Agnelli: "Violenza mediatica basata sull'etnia del giocatore"

Milano - Due giornate di squalifica a Krasic dopo la prova tv. Lo ha deciso il giudice sportivo dopo aver visionato il filmato che dimostra la simulazione in area del giocatore juventino nella partita contro il Bologna. La "punizione" di Krasic era nell’aria: la prova televisiva non lascia dubbi alla volontarietà della simulazione in area di rigore nella partita contro il Bologna. Ma è già pronto il ricorso della Juve contro la squalifica. Lo stanno curando gli avvocati Michele Briamonte e Luigi Chiappero e si basa sulla tesi della mancanza di dolo, che quindi escluderebbe la motivazione dell’antisportività. È stata scelta ovviamente la formula d’urgenza, per permettere al giocatore di essere in campo con il Milan.

Le motivazioni Un abile tuffo da parte di Krasic che non è mai venuto in contatto con l’altro giocatore nell’area di rigore durante la partita contro il Bologna. E' il senso della decisione di punire lo juventino con due giornate di squalifica per simulazione dopo aver visionato le immagini fornite da Sky. Il giudice sportivo, sottolinea come "nell’esclusione di ogni ragionevole dubbio, i due calciatori non vennero in alcun modo a contatto e che l’arbitro fu indotto in errore da un abile tuffo in avanti effettuato dal calciatore bianconero "l’innaturale trascimento del piede sinistro ne evidenzia ulteriormente l’intento ingannevole". Di fronte "a questa evidente simulazione" il giudice sportivo ha punito la condotta antisportiva con il minimo della pena, cioè due giornate di squalifica. Krasic salterà quindi la partita contro il Milan e quella contro il Cesena.

La Juve protesta "Credo che il lato positivo sia il lavoro di Marotta e dei suoi collaboratori: la Juventus sta crescendo e probabilmente torniamo a essere temuti": lo ha detto il presidente della Juventus Andrea Agnelli, replicando a chi gli ha ricordato il giudizio di Fabio Capello, secondo cui nel campionato italiano chi simula viene premiato. "È da domenica pomeriggio che abbiamo allertato i nostri legali alla luce della violenza mediatica, che si è scatenata con giudizi di alcuni giornalisti basati sull’etnia del giocatore - ha osservato Agnelli -. Siamo convinti che il comportamento di Krasic sia stato quello di una persona corretta, di un grandissimo campione che ha preferito la serie A alla Premier League, quindi un giocatore che andrebbe tutelato sia in campo sia fuori. Stiamo valutando il deferimento, il rigore non c’era ma nemmeno l’esigenza di tale pressione mediatica sul giocatore, che nelle medesime situazioni ogni partita riceve 4-5 calcioni" ha aggiunto Agnelli.