L’80% degli italiani vive in casa propria e il 5% possiede un quarto degli immobili

Per il momento c’è solo uno studio, ma quando si tratta di settore immobiliare si sa che la tassa, per i proprietari, è sempre in agguato.
E secondo l’indagine «Gli immobili in Italia nel 2011», elaborata dal dipartimento delle Finanze e dall’Agenzia delle entrate, qualche spazio di manovra potrebbe anche esserci, visto che, spiega l’elaborato, in Italia un 5% dei proprietari più ricchi possiede un valore delle abitazioni pari a circa un quarto del totale.
Poco inferiore è il valore delle rendite attribuite a quelle abitazioni sul totale di quelle considerate (23,1%); leggermente più basse le quote delle superfici (17,1%) e il numero degli immobili (16,5%). Diametralmente opposta la situazione del 50% dei proprietari più poveri, che possiede solo il 18,7% del valore delle abitazioni; in termini di rendita il 20,1%; in termini di superficie il 26,6% e in termini di numero di abitazioni il 29,9%. Quanto al numero, quelli censiti al catasto sono oltre 59 milioni, di cui oltre 51 milioni e mezzo di proprietà di persone fisiche per una rendita catastale che supera i 33 miliardi. Nell’ambito di queste analisi, è stata effettuata anche la stima del valore del patrimonio residenziale che risulta, comprensivo delle pertinenze, pari a 6.335 miliardi. Nel rapporto si legge ancora che le famiglie proprietarie dell’abitazione in cui risiedono sono il 79,1% (ipotizzando che a ogni abitazione principale corrisponda una famiglia). Inoltre, questo dato risulta sensibilmente più elevato al Sud (85%), in linea con il dato nazionale al Centro (79%), mentre è più basso al Nord (75,6%). Gli immobili di proprietà delle persone fisiche sono per il 38,1% le abitazioni principali, per il 23,8% le pertinenze di queste ultime, per l’11,6% sono tenuti a disposizione, e solo il 9,6% risultano locati. Nel corso degli ultimi trent’anni, la quota di famiglie italiane che vivono in affitto si è dimezzata: erano circa il 40% del totale alla fine degli anni ’70, per passare al 30% un decennio dopo, e a circa il 20% ai giorni nostri. Sugli immobili che fanno capo a soggetti diversi dalle persone fisiche, l’82% della proprietà si concentra su società piccole e medie.