L’abate di Farneta confessa: «Ho abusato di 30 bambini»

Il sacerdote, 44 anni, era già sotto inchiesta per un caso di violenza su un minore

Fabio Scaffardi

da Cortona (Arezzo)

Rischia di essere il più grave scandalo di pedofilia che abbia mai colpito la Chiesa italiana quello che vede coinvolto don Pierangelo Bertagna, il sacerdote 44enne dell’abbazia di Farneta, nei pressi di Cortona (Arezzo), già sotto inchiesta per un caso di violenza su un minore e che nei giorni scorsi ha confessato agli inquirenti di avere abusato di una trentina di bambini. La vicenda giudiziaria di don Bertagna è iniziata lo scorso 11 luglio, quando il sacerdote venne accusato di abusi sessuali da un ragazzino di 13 anni. Scattano le intercettazioni telefoniche, arrivano le prime conferme e l’abate di Farneta viene messo agli arresti domiciliari. Il parroco ammette parte delle colpe attribuitegli.
Nel frattempo l’indagine della Procura di Arezzo va avanti e, la settimana scorsa, il vescovo Gualtiero Bassetti decide di sospendere a divinis il religioso, che viene mandato a scontare i domiciliari in un eremo dell’Appennino tosco-emiliano. Preso dai rimorsi, in una sola giornata don Pierangelo ha confidato agli inquirenti la lunga serie di abusi sessuali da lui commessi a partire dagli anni ’90, quando era ancora un laico, su una trentina di ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 15 anni.
Una confessione «aiutata» anche dalle decine di denunce pervenute ai carabinieri di Cortona dopo il clamoroso arresto del luglio scorso. Un episodio che, come un iceberg, ha fatto scoprire una verità sommersa. Il sacerdote, appartenente alla comunità dei «Ricostruttori nella preghiera» ha raccontato episodi che risalgono addirittura a 12 anni fa, quando ancora non era entrato in seminario. Vittime, decine di ragazzi che nel nord Italia frequentavano la comunità. Poi al seminario di Arezzo, dove Pierangelo Bertagna era entrato in età avanzata, quasi 35enne, si erano verificati episodi gravi: atti di libidine li definiva il vecchio codice di procedura penale, oggi inclusi nel più generale reato della violenza sessuale.
Dal 2000, anno in cui il vescovo di Arezzo Gualtiero Bassetti lo ha ordinato sacerdote (lo stesso vescovo che una settimana fa lo ha sospeso a divinis), la sua attività si è svolta all’abbazia di Farneta, nel comune di Cortona. Per tre anni al fianco del vecchio parroco, morto nel 2003, poi come capo della comunità locale, don Bertagna ha portato con sé le regole e i principi dei «Ricostruttori nella preghiera». Conduceva una vita ascetica, dormendo spesso per terra e mangiando solo verdure, tenendo barba e capelli incolti. Novità che avevano diviso in due la piccola frazione, suscitando forti simpatie ma anche altrettante contrarietà. E in questi anni ha coltivato la sua devianza prestando attenzioni di natura sessuale su almeno 15 ragazzini della zona.
I carabinieri, dopo avere raccolto le denunce e successivamente la lunga confessione del sacerdote, hanno percorso tutta l’Italia per trovare riscontri oggettivi. Tutto, però, è avvolto nel silenzio: non parlano gli inquirenti che fino ad oggi erano riusciti a non fare trapelare nulla, non lo fanno gli avvocati difensori del Bertagna. Pur rispondendo con grande cortesia, anche monsignore Bassetti non rilascia dichiarazioni: «Il mio pensiero - si è limitato a dire - è tutto nel comunicato di alcuni giorni fa e nei provvedimenti che ho preso. A tempo debito faremo altre dichiarazioni».