L’acqua darà la scossa a Voltaggio

Cercasi imprenditore intenzionato ad aprire un centro benessere a Voltaggio. Per rinverdire i fasti di un passato glorioso, quando il suggestivo borgo della Val Lemme con il proprio stabilimento termale richiamava ospiti da tutto il nord Italia, l'amministrazione comunale ha deciso di mettersi al lavoro e ha studiato un progetto che possa far tornare la città un'oasi del benessere a cavallo tra Liguria e Piemonte. L'acqua sulfurea, che è un po' il simbolo di Voltaggio, continua a sgorgare inutilizzata, ma sempre uguale a quella degli anni '40, quando il sogno termale della città dovette interrompersi per la guerra e mai più riprendere. Uno spreco, devono aver pensato in val Lemme, e allora ecco il piano: l'acqua c'è e, secondo un apposito studio, ha ancora le stesse proprietà curative di una volta; manca solo chi abbia voglia di buttarsi nell'affare e costruire e gestire il wellness center, naturalmente aiutato dal Comune che sembra proprio intenzionato a fare ponti d'oro a chi realizzasse questo sogno.
Il business, sostengono in municipio, potrebbe rivelarsi molto buono. E in effetti il progetto prevede che il centro benessere sorga in campagna, tra Voltaggio e Carrosio: sarebbe un modo per coniugare la pace di un ambiente naturale alle già rilassanti cure della beauty farm. E su questo punto il sindaco Consolato Repetto non ha dubbi: «L'ambiente è la risorsa su cui contare: lo ha detto un recente studio. Per noi si tratta solo di valorizzare la natura, che qui nei dintorni è rimasta inalterata». La posizione di Voltaggio è vantaggiosa, in questo senso: il borgo è riuscito, anche a costo di sforzi non indifferenti, a sopravvivere grazie al proprio appeal turistico, anche in decenni di crisi nerissima per l'entroterra ligure-piemontese. Non ci sono quindi insediamenti industriali nei dintorni, e finalmente potrebbe essere arrivata l'ora di giocare la carta del paesaggio incontaminato e dell'atmosfera affascinante che si respira nel bel centro storico del paese.
Parlando del progetto, viene spontaneo parlare di terme e fare subito il raffronto con Acqui, che di questo genere di servizi è un po' la regina, ma non è esatto. A Voltaggio, è l'intenzione dell'amministrazione, dovrà sorgere un centro che non si limiti ad utilizzare l'acqua «miracolosa», ma che offra anche trattamenti di benessere e bellezza all'avanguardia, richiamando così una clientela più ampia rispetto ad un normale stabilimento termale. Questa caratteristica rende un po' più affascinante il progetto, tanto che, secondo le voci provenienti dal palazzo comunale, sarebbero già a buon punto trattative con due o più società a livello nazionale specializzate nel campo della wellness.
Si arriverebbe così a riprendere un discorso interrotto più di sessant'anni fa, a causa della difficile situazione bellica. Lo «stabilimento», così viene ancora chiamato l'edificio che ospitava il centro idroterapeutico, era stato aperto nel 1854, quando la moda delle terme impazzava. Il successo fu straordinario, soprattutto presso la borghesia genovese, tanto che trent'anni dopo il centro fu ampliato mentre, con l'inizio del Novecento, furono aggiunti sala da ballo, palestra e campi da tennis: un'idea all'avanguardia, per l'epoca. Una specie di wellness center ante litteram, come quello che dovrà sorgere (anzi, risorgere) entro pochi anni, ci si augura dalle parti di Voltaggio.
L'acqua sulfurea, intanto, sgorga regolarmente dalla propria fontana. Aspetta di tornare utile e, nel frattempo, con il suo rumore tiene compagnia ai voltaggesi. Ultimamente, a quanto pare, questo suono è un po' più allegro.