L’anticiclone africano porta sulla regione il torrido clima tropicale

Sergio Del Ponte

Con il solstizio del 22 giugno è iniziata l’estate astronomica che tuttavia, quest’anno, si presenta particolarmente calda ed afosa come calde ed afose sono state, dal 1951 ad oggi, quelle del 2002 con la media di 23,6, del 2003 con 26,2 (rimasta insuperata), del 2005 con 24,1; quest’anno la media è stata di 23,1 mentre le punte massime sono state raggiunte i giorni 20 e 28 con trentadue gradi, il 29 con trentuno, il 21 e 25 con trenta; il giorno più afoso è stato il 30 quando, pur con una temperatura massima non superiore a 28 gradi, a causa dell’assoluta mancanza di brezza, la percentuale di umidità è stata del 90% e l’afa che ha gravato sulla città veramente fastidiosa ed opprimente.
La spiegazione di questo caldo per noi anomalo e che ci colpisce soltanto negli anni duemila, viene data dal fatto che l’anticiclone estivo delle Azzorre che ci difendeva dalle perturbazioni atlantiche assicurandoci tempo buono e caldo «dovuto soltanto alla irradiazione solare» non si è fatto più sentire ed al suo posto è subentrato l’anticiclone africano (la famosa bolla) che provenendo dalle zone tropicali ci porta tempo buono e aria «già calda» che peggiora il nostro clima. Per curiosità e con un po’ di rimpianto vorrei ricordare il giugno del 1971 che ebbe la media più bassa in assoluto, 14,3!
Ora dobbiamo parlare delle precipitazioni e questo è un argomento molto preoccupante; ci stiamo avvicinando ad un clima di tipo tropicale (alternanza anche devastante di forti burrasche e lunghi periodi asciutti), fenomeno molto negativo; mentre le acque dei grandi fiumi sono scese molto mettendo a rischio la navigazione e l’irrigazione, le acque dei nostri modesti torrenti sono quasi completamente scomparse.
I millimetri di poggia caduti in questo mese sono stati solamente tre (dal 1961 ad oggi piovve eccezionalmente ancora di meno nel 1976 con due millimetri, mentre piovve tantissimo nel 1963 con centonovantotto millimetri).