L’asilo dei sogni a costo zero

Maria Vittoria Cascino

da Beverino

Un asilo nido come Mary Poppins, «praticamente perfetto». In quella Val di Magra dove le frazioni s'allungano e le case sparse si moltiplicano. Dove il sindaco Andrea Costa ci studia anche di notte per aprire un asilo nido a costo zero per l'amministrazione. Perché i soldi non ci sono, ma i bambini sì. E le mamme che lavorano anche. Duemilatrecento anime su un'area di 36 chilometri quadrati. Bracelli, Castiglione Vara, Cavanella, Corvara, Padivarma. Vicine e lontane. Popolate. Se la struttura ci fosse eccome se funzionerebbe. Diventa un obiettivo prioritario per Costa, neo-sindaco dopo 40 anni di sinistra e capogruppo di Fi in Provincia. Che già s'è inventato il postino che consegna i farmaci a domicilio alle fasce deboli. E adesso pensa a suoi marmocchi. Si mette a tavolino con la segretaria generale Paola Michelini. Studiano i regolamenti, sfogliano bandi, cercano quello che possa fare al caso loro. Non esiste. Scatta il pensiero laterale. Che significa: il precedente lo creiamo noi. Il Comune possiede l'immobile che fino ad un anno e mezzo fa ospitava la scuola materna. È a Cavanella Vara, una frazioncina baricentrica. Già collaudata. Il locale a piano terra copre centocinquanta metri quadri più un bel giardino. Tutto da ristrutturare e mettere in sicurezza. Ma a bilancio non ci sta. La soluzione è un gestore privato su cui l'amministrazione possa vigilare costantemente. Due le condizioni: controllo del servizio e tutela dei residenti.
Si mettono al lavoro e il vestito se lo cuciono su misura, senza precedenti. Perché non è una questione di canone da pagare al Comune, 3.000 euro annui. È la qualità del servizio a fare la differenza nel bando. Dove i residenti hanno diritto di prelazione e godono del 15 per cento di sconto sulla retta. «L'introito nostro - precisa Costa - finisce in un fondo di rotazione che va ad abbattere ulteriormente la retta per le famiglie disagiate. È un sistema a circuito chiuso. Il Comune non tira fuori un euro e garantisce a prezzi contenuti un servizio essenziale. Che si auto gestisce». Il privato responsabile dell'operazione è la cooperativa spezzina La Coccinella. L'asilo resta aperto dalle 7 alle 20 e accoglie fino a 24 bambini dai 3 a 36 mesi. Sono previsti il trasporto e soprattutto l'assistenza domiciliare quando i bimbi stanno male. Che è praticamente il sogno proibito di tutte le mamme. Senza contare che è aperto a luglio e nella prima quindicina d'agosto. E se c'è richiesta va avanti tutto il mese. Il sabato fa dalle 7 alle 13 se c'è un minimo di quattro bambini.
La retta? Per i residenti 356 euro al mese comprensivi del servizio mensa, per dieci ore al giorno. Servizi che devono essere garantiti sempre. «Tant'è vero che sono parte integrante del bando e hanno dato punteggio. Solo così il Comune può controllare che siano mantenuti nel tempo. È sufficiente il venire meno di una sola condizione perché il contratto decada». È la quadratura del cerchio. Quando la fantasia fa il paio con la competenza. E al centro ci sta una politica che vuole rendere il territorio accogliente prima di tutto per chi ci vive. Si sono inventati la formula dell'appalto a concorso: «I concorrenti non giocano al rialzo o ribasso sul canone, che pesava per un 25 per cento sul bando - spiega Michelini -. Abbiamo messo in concorrenza le ditte sulla qualità. Quindi progetti educativi, migliorativi e aggiuntivi. La risposta è stata forte, anche perché i partecipanti hanno intuito l'ampio bacino d'utenza su cui insiste il paese». L'asilo apre ad ottobre a Beverino. Che non è Milano. Ma che sa progettare in grande. Che costruisce senza spendere. Che si dimentica dei confini. Che pensa a chi quei 36 chilometri di terra stanno larghi o stretti. Che sa osare per volare alto.