L’assemblea Cittadini in rivolta: «Salviamo la sanità che funziona»

Il modo migliore di venire alla luce è aprire gli occhi e farsi abbracciare da Chiara. Il nome è di fantasia perché lei non vuole comparire sui giornali ma parlare a nome di tutte le ostetriche dell’ospedale Evangelico. E quando parla si infervora mentre il viso tradisce il calore di chi in 15 anni ha assistito migliaia di mamme a partorire. Ed è con gli occhi delle future mamme, che lunedì sera il Comitato pro Evangelico-Assoutenti ha contestato il piano di riordino della sanità genovese. Appuntamento al Municipio Centro-est che per la presenza dell’assessore regionale alla Sanità, Claudio Montaldo, si è svolto al Teatro della Tosse. Un assaggio del party day andato in scena ieri mattina nella sala Regionale. Perché se all’ordine del giorno ci sono lo spostamento degli ambulatori di via Assarotti e la chiusura del centro prelievi di via Bari, è sullo spostamento dell’ospedale Evangelico a Voltri che si è consumato lo scontro.
Nel mirino la delibera approvata dalla giunta regionale lo scorso 4 agosto. «Se la Regione ha già deciso, l’incontro di oggi serve solo a indorare la pillola», è la critica di Vincenzo Lagomarsino dei Verdi. Mentre Giannalberto Conte della Lega denuncia: «quello della Regione non è un piano di riordino ma uno smembramento». Il clima si fa sempre più arroventato. «Questa sera non ho sentito parlare di riduzioni delle liste di attesa», attacca Vincenzo Falcone (An). «Tanto più – interviene sempre dal carroccio Milena Pizzolo – che si punisce una struttura che funziona a favore di una che non lavora». «E che in base alle dimensioni fissate dalla legge doveva essere chiusa», dà subito manforte Francesco Cugurra a nome del comitato. Ma quando il consigliere regionale Matteo Rosso replica ai tagli della Regione con un lungo elenco di sprechi, tra la platea si alzano applausi da stadio. Anche perché, interviene il ginecologo Marco Adriano rivolto a Montaldo: «a luglio gli operatori della sanità hanno fatto diverse osservazioni che sono state messe nel cassetto». È solo a quel punto che Montaldo propone al presidente del Municipio, Enrico Cimaschi, e ai sanitari un tavolo di lavoro. Raccogliendo la disponibilità del presidente di Assoutenti, Furio Truzzi, forte di oltre 5 mila firme alle quali si aggiungono le 3 mila raccolte dalla Lega a tutela del nosocomio che nel 2009 ha fatto nascere quasi 800 bambini. «Gabriele è uno di questi mentre vorrei che anche Federico che ho in grembo nascesse lì», prende la parola Elisabetta Bacigalupo che di andare a partorire altrove non ha alcuna intenzione. D’altra parte Chiara (l’ostetrica) non ha dubbi: «le future mamme che vengono da noi hanno fatto la loro scelta». «E se ascolterete noi – si inserisce Federica Persano rivolta a Montaldo – anche voi partorirete la scelta giusta».