L’autopsia conferma: Emiliana era sana

Emiliana, la bambina undicenne di Pompei morta dopo poche ore il ricovero al Santobono di Napoli, era sana. Fonti autorevoli, anche se non ancora ufficiali, rivelano che l’autopsia non ha riscontrano alcuna cardiopatia. È stata stroncata da una miocardite virale, provocata dal virus dell’influenza H1N1. I dubbi del suo decesso, dunque, lasciano spazio alle domande. Forse c’è stata negligenza o ritardo nel suo ricovero? L’indagine della magistratura accerterà eventuali mancanze. Ma gli esperti sostengono che un caso come quello di Emiliana può capitare. Fatalmente. È uno di quegli eventi rari che succede una volta ogni diecimila casi. Ed è toccato alla piccola Emiliana. Anche il viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio vuol vederci più chiaro nella vicenda e giovedì sarà a Napoli per verificare in prima persona la situazione in Campania dopo l’alto numero di vittime in seguito al virus dell’influenza A. Ma i medici della regione non ci stanno ad essere trattati da incompetenti e snocciolano motivazioni che non fanno una piega dal punto di vista statistico. «La nostra regione è la più colpita in assoluto dal virus pandemico – spiega Silvestro Scotti – Segretario nazionale Fimmg della guardia medica – abbiamo numeri raddoppiati rispetto alle altre realtà italiane e i decessi aumentano di conseguenza». C’è un altro aspetto che caratterizza la regione campana: l’alto numero di bambini e l’alto numero dei malati cronici, come i cardiopatici e i diabetici. La mortalità dunque si annida tra i malati a rischio e viene in questo momento trasmessa dai bambini, portatori per eccellenza del virus. Scotti conferma la situazione. «Nei presidi di guardia medica, su dieci contagiati, nove sono bambini che portano il virus nelle case, comprese quelle dei malati cronici». Una situazione che la popolazione tenta di arginare con il fai da te. In diverse scuole di Napoli e provincia le aule sono state disertate per decisione di genitori e studenti: sono diversi i luoghi nei quali le lezioni si sono svolte alla presenza di pochi a causa di uno stop a non frequentare luoghi che si ritengono a rischio. E secondo il direttore scolastico regionale della Campania, Alberto Bottino, si tratta di «assenze emozionali. Capisco le preoccupazioni dei genitori ma chiudere le scuole o non andarci è una risposta assolutamente inutile, come la decisione di chiudere le scuole per due giorni adottata dal sindaco di Pompei, Claudio D’Alessio dopo la morte di Emiliana D’Auria»