L’enciclopedia di tutti compie 5 anni

Gaia Cesare

È il regno del sapere condiviso universale. Un contenitore in cui la conoscenza non è un bene elargito dall’alto, da illustri sapienti, ma uno strumento condiviso, che nasce dalla partecipazione, dalla curiosità intellettuale, dal bagaglio culturale di milioni di internauti nel mondo. È nata come un esperimento e in poco tempo si è trasformata in un caso da manuale. Si chiama Wikipedia e compie in questi giorni 5 anni l’enciclopedia online che ha rivoluzionato il tempio della conoscenza.
Tre milioni di voci in 200 lingue, circa 60 milioni di contatti al giorno, 130mila articoli in lingua italiana sono i numeri dietro ai quali si nasconde un successo più grande, la realizzazione di un sogno cullato per secoli, il paradiso secondo Diderot: la nascita di una città ideale del sapere alla quale tutti possono contribuire e che è in continuo divenire. È questo l’ideale che ha ispirato il creatore di Wikipedia, l’americano Jimmy Wales, e dietro al quale risiede tuttavia un meccanismo semplice quanto geniale: il contenuto dell’enciclopedia online può essere modificato in qualsiasi momento dagli utenti della Rete e i cambiamenti sono istantanei. Un sistema che ha già affascinato gli internauti di ogni angolo della Terra perché concentra tutti i principi ai quali si ispira il web: l’interattività, la democraticità della Rete, il suo continuo evolversi in base all’acquisizione di nuove conoscenze e ai mutamenti culturali del mondo globale. Sì perché tutti gli internauti possono considerarsi autori di Wikipedia, a una condizione: che siano disposti ad accettare che il proprio lavoro venga «modificato senza pietà e redistribuito a piacere» da chiunque lo desideri e che ciò avvenga in tempo reale. Tra i valori aggiunti di questo rivoluzionario contenitore del sapere c’è infatti la velocità, un principio ispiratore contenuto nella radice stessa del nome Wikipedia (dall’hawaiano «veloce» e da «pedia», che deriva dal greco e significa insegnamento), scelto da Jimmy Wales nel gennaio 2001.
Stabilite queste condizioni, chiunque abbia fiducia nelle sue caratteristiche e nelle sue potenzialità, può usare Wikipedia come uno strumento di ricerca esteso e puntuale. Tanto puntuale da essersi guadagnato la stima della rivista inglese Nature, che ne ha addirittura paragonato l’attendibilità alla storica e autorevole Enciclopedia Britannica. «Questo ci lusinga molto. Significa che abbiamo lavorato bene», ha commentato il presidente di Wikimedia Italia, Frieda Broschi, che rappresenta il ramo italiano della Wikimedia Foundation, l’organizzazione madre e società non profit che fa base a Tampa, in Florida.
È proprio su questo punto, tuttavia, sull’attendibilità e la credibilità, che Wikipedia - nonostante gli attestati di stima - deve ancora guadagnarsi la fiducia di molti internauti e addetti ai lavori.
Resta poi il tema scottante della neutralità. Di fronte a definizioni come «terrorismo internazionale» o «jihad», si riuscirà a essere imparziali?
Sebbene il «neutral point of view» sia alla base della filosofia dell’enciclopedia, molti sospettano che su certi temi le contraddizioni e gli scivoloni ideologici siano inevitabili. «Nel caso di voci che prevedono un acceso dibattito, siamo soliti inserire degli avvisi perché l'utente sappia che il contenuto della pagina è da verificare», commenta il presidente di Wikimedia Italia, precisando di essere già all’opera per migliorare il sistema di controllo verso utenti scorretti. Ma il problema - a dire di Wikipedia - non è poi così allarmante: «Scrivono persone quasi sempre interessate e corrette. I contributi vengono rivisti contando sul fatto che gli utenti più esperti su una materia riescano a individuare subito le inesattezze».
Nonostante dubbi e incertezze, intanto, Wikipedia marcia a passi da gigante e annuncia l’uscita di una versione cartacea mentre coltiva il sogno più ambito di realizzare un tiggì coi contributi filmati degli internauti.