L’eredità dimezzata dei Pensionati

Cosa sarà del Partito Pensionati? Dopo il dietro front del segretario Carlo Fatuzzo, che sull'onda della delusione per la finanziaria di Romano Prodi ha dichiarato conclusa la breve alleanza con il centro sinistra e ha riportato la formazione nell'area Cdl, il futuro all'interno del partito è piuttosto incerto. In sostanza, c'è chi torna volentieri a destra e chi decide di restare a sinistra. Chi resta si è presentato pubblicamente ieri: quattro membri su dieci del direttivo hanno dichiarato la propria adesione al progetto politico dell'Udeur e anche a Genova contribuiranno alla composizione delle liste del partito di Clemente Mastella per le prossime elezioni amministrative. «Si tratta di un arricchimento per l'Unione e per il progetto di un grande centro che Mastella sta portando avanti - ha dichiarato Ottavio Cosma, segretario provinciale Udeur, accogliendo a braccia aperte i transfughi -. Ci accomuna l'essere persone per bene, che credono in una politica di rilancio che riguardi la tutela non solo dei pensionati ma anche dei disoccupati».
Christian Fortuna, uno dei dissidenti, spiega che «la decisione di Fatuzzo di tornare con il centro destra ci ha spiazzato. In autonomia, la componente genovese del Partito Pensionati aveva ritenuto giusto appoggiare la candidatura di Marta Vincenzi. Dopo il cambio di rotta, per coerenza abbiamo deciso di uscire dal partito». «Se si sposta quasi metà del direttivo - annota Luigi Brusca, altro esponente migrato nell'Udeur - è presumibile che si spostino anche altrettanti voti. E in un partito che alle ultime politiche ha raccolto nel genovese undicimila voti, non è cosa da poco». Nel frattempo, sempre stando a Brusca, «lo zoccolo duro di Fatuzzo resterà, ma sappiamo che una parte degli iscritti sta meditando quale scelta di campo abbracciare». Alla prossima tornata elettorale, dunque, ecco una sfida nella sfida: alcuni ex compagni di Fatuzzo a caccia di voti con la casacca dell'Udeur, mentre il simbolo con la scritta «Pensionati» su campo bianco, minimalista e forse per questo rassicurante, rimane appannaggio del segretario e fondatore. Alle urne, come sempre, il verdetto.