L’eredità di Rutelli e Veltroni: amici Pd assunti nelle aziende

RomaNella «parentopoli» romana la più grave accusa che si può rivolgere al sindaco capitolino Gianni Alemanno è quella di non avere mantenuto la promessa fatta al suo insediamento: la discontinuità con le precedenti amministrazioni di centrosinistra. Se, come la Procura di Roma dovrà dimostrare, decine delle centinaia di assunzioni fatte negli ultimi anni da Atac e da Ama, aziende municipali che rispetto al Campidoglio possono ricorrere alla chiamata diretta, hanno favorito mogli, figli, segretarie e amanti di assessori e superdirigenti, ciò non costituirebbe certamente una novità nel sistema politico capitolino. Anche i due predecessori di Alemanno, Francesco Rutelli e Walter Veltroni, avevano questo vizietto. Ma la stampa che li portava in palmo di mano, non si occupava di simili inezie. Forse anche perché mancava una donna copertina avvenente e scarsamente abbigliata: in questo caso Giulia Pellegrino, angelica venticinquenne assunta nella segreteria del direttore industriale di Atac e subito etichettata dalla stampa di sinistra sempre in foia, come la «cubista» raccomandata dalla destra.
Insomma, giusto che la Procura faccia luce sulla parentopoli di Alemanno: a piazzale Clodio contano di poter fare presto un primo punto sull’inchiesta dopo che i carabinieri avranno acquisito la documentazione relativa alle assunzioni avvenute con chiamata diretta, pari a 850 assunzioni all’Atac e 1400 all’Ama (ma quelle sospette sarebbero meno di cento). Ma l’inchiesta potrebbe presto allargare il raggio d’azione alle precedenti gestioni capitoline. Tuttora infatti nelle piante organiche delle aziende municipali figurano nomi assunti per chiamata diretta quando sindaci erano Rutelli e Veltroni e a loro legati. Curioso per attinenza il caso di Luca Rotini, dipendente Atac attualmente in servizio al deposito di Grottarossa, assunto (senza concorso) quando sulla poltrona più comoda del Campidoglio sedeva Walter Veltroni. Il quale, casualmente, era anche in qualche modo datore di lavoro del padre, Luciano Rotini, il più alto in grado dei poliziotti comandati alla tutela dell’allora primo cittadino. Insomma, il caposcorta di Veltroni. Proprio come caposcorta di Alemanno era, fino a qualche giorno fa, Giancarlo Marinelli, dimessosi dall’incarico e tornato in polizia dopo che è stato reso noto che due suoi figli sono stati assunti uno all’Atac e l’altra all’Ama. Dov’è la differenza tra i due casi? Certo, il numero di assunzioni: due per Marinelli, una per Rotini. Ma anche il numero di pagine dedicate alla vicenda: zero per Rotini, decine per Marinelli. Fate voi i conti.
Non finisce qui, però. Le giunte rosse hanno qualche altro scheletro nei capienti armadi delle accoglienti aziende municipalizzate. In Ama lavora infatti Mario Di Silvestro, marito dell’attuale deputata Pd Maria Coscia, all’epoca dell’assunzione assessore veltroniano. E sempre a busta paga nell’azienda che si occupa di tener pulita Roma ecco Pina Pescosolido, moglie di Antonio Rugghia, anche lui in Parlamento nei banchi democratici.
Spulciando tra i nomi, è in particolare l’Ama a rivelarsi un vero e proprio feudo democratico, alla faccia della presunta infornata alemanniana: all’epoca Veltroni risalgono infatti le assunzioni di Maurizio Campagnani, già distaccato nella segreteria di Uòlter; di Marzia Smeriglio, sorella di Massimiliano, che per cinque anni governò il municipio XI passando alla storia per aver tolto le lattine di Coca-Cola dai distributori degli uffici municipali per protesta contro la scarsa attenzione ai diritti umani del colosso di Atlanta; di Massimo Miglio, che per conto di Veltroni si occupava di abusivismo edilizio e che dal 2001 è dirigente dell’Ama. Quanto ad Alberto Agostini, fu assunto in Ama nel 2000, ultimi mesi dell’amministrazione Rutelli. Di cui Walter Tocci era vicesindaco. E chi era la segretaria di Tocci? Caterina Marrone, moglie dello stesso Agostini. Toh, i miracoli non riescono mica solo ad Alemanno.