L’Europa blocca gli Ogm per salvare una farfalla

Il commissario Ue chiede fi ermrae la sperimentazione: sarebbe dannosa per la "monarca". Nel mirino due varietà di mais geneticamente modificato

Roma - L’impercettibile battito d’ali di una farfalla in Cina può provocare un uragano in Messico. The butterfly effect, l’effetto farfalla descritto nella Teoria del caos, si è fatto sentire davvero, anche se in modo del tutto originale ed inaspettato, fin dentro la Commissione europea. Nel timore che la coltivazione di due tipi di mais geneticamente modificati possa avere conseguenze negative, non ancora definite, su alcuni insetti ed in particolare su una varietà di farfalla chiamata monarca, il commissario Ue all’ambiente Stavros Dimas ha chiesto il blocco della sperimentazione delle due varietà ogm nella Ue. Toccherà alla Commissione nel suo insieme pronunciarsi ma certamente il parere negativo di Dimas, subito caldeggiato dalle associazioni ambientaliste con Greenpeace in testa, ha già avuto il suo peso in un’Europa che vede l’opinione pubblica largamente schierata anti-ogm. Proprio ieri infatti sono falliti i tentativi di apertura agli ogm del commissario europeo all’Agricoltura Mariann Fischer Boel.

Protagonista assoluta la Danaus plexippus, un lepidottero per la verità né raro né pregiato, facilmente riconoscibile per il vivido colore delle sue ali: arancione venato di striature nere. Poi ci sono le due varietà di mais ogm Bt11 e 1507 già affermate negli Usa, dove nel 2006 ne sono stati coltivati quasi tre milioni di ettari. Nel 2005 l’Efsa (European food safety authority), l’agenzia europea per la sicurezza alimentare si espresse in modo favorevole sui due mais, giudicando «improbabili» conseguenze negative per la salute di uomini, animali e ambiente.

Nelle settimane scorse la portavoce di EuropaBio, l’associazione delle industrie europee di biotecnologia, Nathalie Moll, aveva fatto notare che il mais Bt è protetto da un insetto che produce una tossina, la fumonisina considerata cancerogena per l’uomo. Proprio per questo scienziati e ricercatori anche italiani sostengono le ragioni di questi mais ogm che secondo loro sarebbero addirittura più sicuri per l’uomo.

Dimas però è preoccupato per le conseguenze sulla farfalla. Il commissario fa riferimento a studi scientifici che pur non avendo fornito certezze sui danni lasciano la questione aperta. Dunque in base al cosiddetto «principio della precauzione» il commissario ha deciso per il no. Orientamento che a questo punto sembra quello vincente nella Ue.

Che cosa potrebbe accadere di così terribile alla monarca? La farfalla in questione si nutre di euforbiacee, che crescono ai bordi dei campi di mais. Il Bt contiene il Bacillum thuringiensis, dannoso per l’apparato digerente della farfalla, che attraverso il polline si depositerebbe sulle foglie delle euforbiacee e dunque verrebbe ingerito dal lepidottero. Per Dimas, sulla base di molti studi scientifici, potrebbero a questo punto esserci «inaspettate conseguenze sull’ecosistema».

Ma davvero la splendida monarca corre il rischio di estinguersi per colpa del mais ogm? Questo rischio è tutto da dimostrare secondo il ricercatore Roberto Defez del Cnr di Napoli, che per la verità parla di una vera e propria bufala. Ben più letali, dice Defez, sono gli effetti dei pesticidi normalmente usati da decenni sulle fragili farfalle. Il ricercatore poi cita i risultati di un recente studio tedesco, presentati alla conferenza organizzata dalla North American Benthological Society (Nabs) nel giugno scorso, secondo i quali il polline del mais ogm non avrebbe alcun effetto provato sulla crescita o la mortalità degli insetti.