L’IDENTITÀ DEI LIGURI TRA SICULI E NEGROIDI

Esiste o non esiste un’identità ligure? Ho seguito la polemica tra il Movimento indipendentista ligure e Giacomo Petrella, editorialista del periodico La Destra, e mi sento di dire che entrambi hanno ragione e entrambi hanno torto. Infatti mentre il Mil sostiene che esiste una precisa identità ligure, Petrella afferma che si tratta di una «baloccata politica».
Vorrei dire subito che non sono mai stati fatti molti studi sulle origini dei liguri, ma quanto esiste è più che sufficiente per tracciare un quadro abbastanza definito circa la provenienza delle popolazioni che fin dall’antichità erano chiamate «liguri». Una sintesi di questi studi si trova nel volume «I liguri, etnogenesi di un popolo» del professor Renato Del Ponte, pubblicato nel 1999 dalla casa editrice genovese Ecig.
Se risaliamo alla Preistoria, e per essere più esatti al Paleolitico Superiore, scopriamo che nel territorio che oggi chiamiamo Liguria, una razza cro-magnon composta da individui molto alti (intorno a un metro e novanta d’altezza) conviveva con una razza decisamente più bassa che alcuni scienziati hanno definito «negroide». Nel Neolitico, invece, avvenne un’invasione da parte di popoli neolitici mediterranei che, mischiandosi con i locali, diede origine a quella che scientificamente viene definita «razza litoranea» o «atlanto-mediterranea» della quale fecero parte coloro che da quel momento in poi vennero definiti «liguri», dalla parola indo-europea «liga», che significa luogo paludoso o acquitrino. Ed ecco come lo scienziato francese Poisson descrive nel suo libro «Le peuplement de l’Europe» (Parigi, 1939) il ligure tipo: «Ha una taglia elevata, una dolicocefalia tendente alla mesocefalia, in seguito allo sviluppo di bozze parietali, faccia disarmonica, prominente, mandibola bassa, mento assai accentuato, avambracci lunghi, mani e piedi molto grandi, (...)