L’informazione locale non può essere pilotata dagli assessori

Ovviamente adesso i corsi di rieducazione dovranno farli anche al Papa che ieri ha denunciato il «gravissimo degrado di Roma». Fa disinformazione anche lui. La convocazione dei direttori dei tg in Parlamento, rei di non vedere il Paradiso che è l’Italia prodiana, non ha precedenti. Anzi, uno ce n’è. Si tratta del corso su Comunicazione e sicurezza per giornalisti, tenuto dagli assessori capitolini Touadi e D’Elia - incredibilmente - nella sede dell’Associazione stampa romana, il sindacato regionale della nostra categoria. Un’ideona. Chiedendo scusa per l’iperbole, è un po’ come se la Cgil a tenere un bel corso, per i propri iscritti e gli operai in genere, sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, chiamasse direttamente i dirigenti dell’acciaieria ThyssenKrupp. Claudio Pompei, l’unico - se non sbaglio - capocronista intervenuto subito, ha definito l’iniziativa come “il nuovo Miniculpop”. Difficile dargli torto. La replica del segretario dell’Asr appena eletto, Paolo Butturini, mi è sembrata insufficiente e anche un po’ sconcertante. Butturini è degno della massima stima ma non convince. 1) Quanto è accaduto è talmente imbarazzante che il neosegretario del sindacato dei giornalisti ha precisato: «Il corso era già stato organizzato dal Comune nel 2007 e ospitato nei locali Asr». Perché, forse il Campidoglio non ha propri locali? Ovviamente no: necessitava del timbro del sindacato dei giornalisti per dare al corso una parvenza di legittimità. Questa è la cosa grave. 2) Ancora meno convincente è la spiegazione di quel corso che doveva servire «a fornire a giovani colleghi delle testate locali, degli elementi di conoscenza» su come funziona l’Ente locale. E questo è offensivo per i “giovani colleghi”. Che avrebbero tutto il diritto di acquisire queste nozioni sul campo, in una redazione, tutelati da un contratto di lavoro, seguiti da un caporedattore e confrontandosi tutti i giorni con il giudizio dei lettori. Invece, perché il sindacato non ha saputo e potuto tutelarli, la maggior parte di loro sono costretti ad apprendere queste nozioni come possono, fuori dalle redazioni e sottoposti a ogni tipo di ricatto. 3) Data la valenza di alta sensibilità che il tema sicurezza ha assunto a Roma in particolare dopo la morte violenta di almeno quattro concittadini, l’Asr meglio avrebbe fatto ad annullare il corso. O meglio, avrebbe potuto essere trasformato in un’occasione di confronto. Non un corso ma un convegno con, sì, le voci degli amministratori locali, ci mancherebbe. Ma sottoposti - per vivacizzare - al fuoco di fila delle domande dei cronisti e dei cittadini. E chi se lo sarebbe perso...
pierangelo.maurizio@alice.it