L’intervento La Lega difende la tradizione, non è contro la Chiesa

La Lega sembra avere un atteggiamento contraddittorio: difende con forza la tradizione cristiana (sul crocifisso nelle scuole e con il presepe), e lancia fendenti contro un esponente illustre della Chiesa come il cardinale di Milano, Dionigi Tettamanzi. Come spiegarlo? Hanno ragione Massimo Cacciari e Ilvo Diamanti, quando sostengono che la Lega sarebbe a favore di una religione senza Chiesa e senza Dio?
La mia opinione invece è che la politica in Italia strumentalizza anche le posizioni della Chiesa cattolica, condividendole o no a seconda dei propri interessi. Questo fenomeno riguarda soprattutto la sinistra, ma non solo.
La sinistra pecca di laicismo, vuole confinare nella sfera privata la fede religiosa. Nell’ambito di questa professione di laicismo, se non di anticlericalismo, la sinistra sceglie di volta in volta fra le posizioni della Chiesa quelle che più le convengono. Ad esempio, condanna le intromissioni nelle questioni bioetiche, ma sostiene apertamente quelle che riguardano l’accoglienza degli immigrati con relativo diritto di voto. Eppure la Chiesa parla con una voce sola, discendente da un’unica dottrina, sia che si pronunci sull’aborto o sugli immigrati.
Talvolta questa schizofrenia politica si evidenzia anche nel centrodestra. Tempo fa, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, disse - a proposito della legge sul testamento biologico - che le leggi le fa il Parlamento e non il Vaticano, per prendere le distanze dalle posizioni della Chiesa. Lo stesso Fini, tuttavia, sul tema a lui molto caro dell’integrazione degli immigrati e del diritto di cittadinanza, non fa mistero di appoggiarsi alle posizioni della Chiesa.
Nel caso della Lega, la questione è più complessa. La Lega propugna la tradizione, il senso della comunità, la difesa della nostra più profonda identità. L’accusa che si può rivolgere alla Lega è forse di rappresentare una istanza che si oppone alla modernità, di tutelare le piccole patrie in un mondo globalizzato. Certamente non si può accusare la Lega di non difendere la nostra civiltà cristiana. Perché allora la Lega ha criticato così aspramente Tettamanzi? Io credo che, al netto di un eccesso verbale che è tipico di certi esponenti della Lega, il quotidiano La Padania e Roberto Calderoli abbiano voluto mettere in risalto un problema che riguarda anche la Chiesa in Italia. Mi riferisco in particolare a una certa supponenza e astrattezza intellettuale che contrasta con ciò che pensa la gente, con ciò che pensa il popolo, ad esempio in materia di sicurezza. Oppure a quello sbandamento, di cui parlava sulle pagine del Giornale Ida Magli, che spinge il clero a oscillare tra una predicazione avulsa dalla realtà e la rinuncia ai temi religiosi a favore dei temi del giorno conditi anche politicamente.
Ecco io penso, senza per questo venir meno al rispetto e alla devozione per l’alto prelato, che il cardinale di Milano sia l’emblema di una tendenza, presente all’interno della Chiesa, che immagina un popolo dei credenti in preda alla paura, bisognoso per questo di elevarsi a una visione più alta della realtà. Una forza politica come la nostra deve ascoltare la voce della Chiesa in modo corretto, non cadere nell’errore di mettere in contrapposizione immigrazione e integrazione e porsi il problema di individuare un punto di equilibrio.
Per questo serve un lavoro comune. Per troppi anni in Italia, soprattutto a causa di un abito mentale diffuso dalla sinistra, è stata assente una politica seria e rigorosa di controllo dell’immigrazione clandestina. Questo pericoloso lassismo è all'origine dell’insicurezza che la maggioranza degli italiani avverte. Il bisogno di sicurezza non è alimentato da una parte politica è un fenomeno sociale reale, al quale un governo deve fornire risposte. Per questo, ritengo, anche come cattolico, che le misure sulla sicurezza varate dal nostro governo siano molto positive perché rispondono ad un bisogno di sicurezza che qualsiasi comunità ha il diritto di vedere soddisfatta. Quelle forze politiche che ignorano questa richiesta finiscono per ottenere l’effetto opposto. Ma incorrerebbe in un errore anche la Chiesa se non ascoltasse le fondate preoccupazioni del popolo di vedere rispettate le proprie tradizioni e di vivere in un Paese sicuro.
*Coordinatore del Pdl