L’INTERVISTA LUCA SALA

L’accusa aveva chiesto per lui 6 anni di carcere. La pena più alta dopo mister Parmalat. A sorpresa, Luca Sala, ex manager di Bank of America, esce indenne dal lungo processo milanese: assolto, con un solo episodio dichiarato prescritto dai giudici. E ora si sfoga: «La Procura di Milano mi ha messo in croce per cinque anni, ma io non ho responsabilità nel crac».
Per i Pm, Bank of America è stata complice di Calisto Tanzi e soci.
«No. Bank of America ha prestato soldi fino alla fine a Parmalat e ci ha rimesso qualcosa come 300 milioni di dollari. Ora Bofa ha recuperato le briciole».
Le banche non disponevano di radar per vedere?
«Li stessi di cui disponevano la Consob, le Procure, gli altri istituti di credito. Spiace dirlo, ma a casa Parmalat non falsificavano i documenti. Era molto peggio: scrivevano il falso dalla prima riga all’ultima».
Per il Procuratore aggiunto Francesco Greco, Bank of America ha tenuto un comportamento omertoso.
«No, ci hanno tirato dentro questa storia per i capelli».
Addirittura?
«Di fatto siamo stati ostaggio di questo processo».
E perché?
«Perché tutti probabilmente pensavano che Bofa avrebbe pagato, oppure io avrei patteggiato o ancora ritenevano che io e i miei ex colleghi saremmo stati condannati. E in quel caso si sarebbero aperte le dighe di giganteschi risarcimenti. Per fortuna la verità è stata ristabilita. Qualcosa di analogo, aggiungo, è accaduto nelle scorse settimane negli Usa: Parmalat aveva fatto causa a Citigroup, ma alla fine il giudice ha stabilito che è stata Citigroup a essere truffata da Parmalat. Il contrario esatto».
Nessun colpevole?
«Ma chi l’ha detto? Tanzi è stato condannato a una pena pesante, altri dirigenti del gruppo hanno patteggiato condanne importanti, per i revisori dell’ex Grand Thornton il tribunale ha annunciato di fatto una stangata: la pena che i loro avvocati avevano concordato è stata ritenuta incongrua. Troppo bassa. Come vede, le responsabilità, anche gravi, ci sono. Ma i giudici hanno saputo distinguere».
Le banche italiane hanno responsabilità?
«Hanno venduto i bond ai risparmiatori».
Lei è stato arrestato a Parma e perfino dai giudici svizzeri. Cosa farà in quei processi?
«Mi batterò allo stesso modo per dimostrare la mia innocenza. I magistrati svizzeri mi hanno letteralmente perseguitato per reati che non ho mai commesso: quest’anno sono stato bloccato, mentre ero in Slovenia, portato a Lugano, e chiuso in cella per quasi cinque mesi. Risponderò punto per punto alle loro contestazioni. Ma prima tornerò dai Pm di Milano e chiederò indietro i 20 milioni di dollari, puliti, che sono il frutto dei miei guadagni e io stesso avevo indicato per scrupolo ai magistrati. Da allora, e sono passati cinque anni, sono bloccati in Liechtenstein».