L’INTERVISTA MARIA TOSCHI

Un capitale da investire e mantenere da un minimo di 3 a un massimo di 5 anni accettando qualche «scossone» nei prossimi 12-18 mesi. Quale può essere la soluzione più idonea? «Gli investimenti rischiosi, come le azioni, potrebbero esporre a perdite nel breve termine per l’elevata volatilità ancora presente sui mercati e a qualche pericolo in considerazione del possibile emergere di ulteriori periodi di turbolenza», precisa subito Maria Paola Toschi, market strategist di Jp Morgan asset management. «Tuttavia porsi un orizzonte temporale di 36-60 mesi consente di prevedere un ritorno a un clima economico e finanziario più stabile», prosegue l’esperta di Jp Morgan.
Il consiglio è quindi procedere per piccoli passi, aumentando progressivamente il peso degli strumenti più rischiosi. Inoltre la diversificazione e la specializzazione possono essere soddisfatte acquistando Etf o fondi gestiti da specialisti.
Sono poi da considerare le obbligazioni corporate che «presentano prezzi interessanti, elevati rendimenti e un grado di rischio intermedio», prosegue Maria Paola Toschi, premettendo che la scelta dovrebbe però cadere «sugli emittenti più solidi, con i rating più elevati e i settori meno ciclici». L’esperta di Jp Morgan considera poi le obbligazioni convertibili come una valida alternativa alle azioni, soprattutto in virtù del minore livello di rischio. «Le azioni sono l’investimento più rischioso, ma anche quello che può dare maggiori soddisfazioni nel lungo termine. Inizialmente consiglio quindi di puntare sui settori anticiclici e sui titoli dei gruppi che staccano un dividendo elevato (per esempio le utility), escludendo il settore finanziario». In termini geografici cade invece sugli Stati Uniti la preferenza di Maria Paola Toschi mentre tra gli emergenti «è la Cina a mostrare interessanti fondamentali». Se l’obiettivo è costruire un portafoglio prudente Jp Morgan consiglia di limitare le azioni al 20%, dando spazio nel restante 80% anche a una quota di corporate bond (20%) e di titoli convertibili (10%). Chi è pronto a osare di più può invece gradualmente aumentare il peso delle azioni fino al 40% del portafoglio: il livello può salire al 50% considerando il 10% di obbligazioni convertibili.