L’INTERVISTA TIZIANO MOTTI

E se il «principe» dell’Udc non fosse Emanuele Filiberto ma Tiziano Motti, unico europarlamentare della truppa di Casini eletto nel Nord-Est? Il Savoia balla, lui canta. Nato a Reggio Emilia, 43 anni, imprenditore nella comunicazione e candidato «all’americana».
In che senso, scusi?
«Perché ho deciso di provare a entrare nel Parlamento europeo e ho tappezzato città e giornali di poster, con l’appello: “Vota Motti, anche se un partito ancora non ce l’ho”».
Alla fine ha fatto «centro».
«Ho accettato la proposta dell’Udc, di cui condivido valori e programmi. Ma sa cosa penso?».
Prego...
«In politica non importa il colore del gatto, se prende il topo».
Infatti è andato a caccia di notte...
«Tutte le sere in discoteca».
Faticoso.
«Una sfacchinata, ma ne è valsa la pena. E al mattino, stavo con le signore nei mercati rionali. Il problema è che ormai le serate nei locali finiscono all’alba. Per arrivare puntuale agli appuntamenti, ho dormito nei parcheggi degli autogrill».
I suoi supporter sono Jerry Calà e Walter Nudo.
«Durante gli show salivo sul palco: per non far scappare i ragazzi ho parlato di Europa in 4 minuti, a ritmo di musica. E loro pensavano: non è possibile, questo politico è come noi!».
L’inno alla gioia?
«Macché. Cover di Vasco. Alba Chiara m’ha fatto vincere le elezioni».
Diciottomila e 354 preferenze, meglio di un pezzo grosso come il neurologo Gian Luigi Gigli.
«Il mio elettorato è composto soprattutto da maschi, dai 18 ai 30 anni. Vorrei piacere di più alle donne... politicamente, intendo».
Sì, certo. Pronto a fare la spola tra l’Emilia e Strasburgo?
«Prometto: non sarò un eurofannullone».
Battaglie personali?
«Incentivi per chi assume i giovani. Detassazione delle sostituzioni per maternità nelle imprese. Alle donne ci tengo...».