L’ipocrisia del «modello Fiorani»

Caro Massimiliano Lussana, non posso negare che sono affascinato dal dibattito sulla cultura che da ormai diversi giorni focalizza l’attenzione della grande famiglia de Il Giornale. Provo ad evadere dai binari tradizionali per una provocazione tutta estiva legata alla più stretta attualità figlia di una «perversa» visione globale della materia: l’estate in corso ci ha regalato la «cultura modello Fiorani». Qualche giorno fa Beppe Severgnini dalle colonne de Il Corriere della Sera ci ha dato la sua opinione riferita al fatto che una certa parte di popolazione italiana, non poca, vive in un certo modo e con simboli ben riconoscibili ha eletto Fiorani ed affini come figure «di riferimento sociale». Fiorani dice «I ragazzi italiani hanno bisogno di esempi». La gente lo ascolta, lo annusa e alla fine fa audience! Intendiamoci, nessuno è stato condannato, ma dover subire la morale da Gian Piero Fiorani mi sembra un po’ troppo. Come dice Severgnini: «L’ammirazione che li circonda ha qualcosa di malato. Una società che sceglie questi eroi ha un problema». E vado oltre, se Fiorani & C. si presentassero oggi per le elezioni politiche probabilmente prenderebbero una valanga di voti! E questo, se mi permetti, è drammatico. La società italiana vive in uno stato di ipocrisia galleggiante. Fa finta di criticare questi fans ma nel cuore e nella mente di moltissimi e moltissime di noi c’è l’ammirazione per il successo e la fama di questi personaggi. (La società delle veline è ormai una una realtà consolidata, e non sola qui da noi!) La cultura dell’apparenza non è mai stata ai vertici della società italiana come in questa calda estate. Il trash dilaga non più come moda, il che sarebbe anche capibile, ma come espressione di sentimenti e sensazioni di una larga parte di persone. Moltissimi soloni di casa nostra sostengono che sono i giovani ed i giovanissimi ad avere questi idoli. Niente di più falso ed ipocrita. La classe media ,questa conosciuta, è infarcita di sogni ed aspettative da isola dei Famosi con Lele Mora supremo direttore d’orchestra .Vuoi forse dire che questo è uno dei motivi del perché non riusciamo più a crescere? Con il Fiorani pensiero non si va da nessuna parte e credimi neanche in Costa Smeralda.
Un saluto.