Ma l’Italia è più di una repubblica

Inno per il 2 giugno. Voglio bene davvero all'Italia anche se mi fa male vederla così. Voglio bene all'Italia anche se è davvero malata, ma questo è un motivo per amarla di più

Inno per il 2 giugno. Voglio bene davvero all'Italia anche se mi fa male vederla così. Voglio bene all'Italia anche se è davvero malata, ma questo è un motivo per amarla di più. La vedo tutt'altro che eterna e possente, la vedo fragile e assente, molto invecchiata; la vedo stanca e spaventata, la maledico, ma è una ra­gione di più per darle il mio fiato. Per­ché l'Italia non è solo una Repubbli­ca. L'Italia è mia madre. L'Italia è mio padre. L'Italia è il racconto in cui sono nato. L'Italia è la lingua che parlo, il paesaggio che mi nutre, do­ve sono i miei morti. L'Italia sono le sue piazze, le sue chiese, le sue ope­re d'arte, chi la onorò. L'Italia è la sua storia, figlia di due civiltà, romana e cristiana. L'Italia è il mio popolo e non riesco a fare eccezioni, quelli del nord, quelli del sud, quelli di de­stra o di sinistra, i cattolici o i laici. Ho preferenze anch'io, ma non rie­sco a escludere per partito preso. Non escludo chi parte e nemmeno chi arriva. L'Italia è il ragazzo che va all'estero, l'Italia è l'immigrato che si sente italiano. Ho gerarchie d'amore; amo prima e di più chi mi è più caro e vicino, come è naturale. Voglio che l'Italia premi i migliori e punisca i peggiori, ma voglio che re­sti Italia. Con l'Europa o senza l'Euro­pa. È bello dire repubblica perché vuol dire che l'Italia è di tutti e lo spiri­to pubblico prevale sull'interesse privato. Ma dire repubblica è troppo poco, c'è una parola più adatta: pa­tria. L'Italia è la mia casa, è il ritorno, è l'infanzia, il cielo e la terra che mi coprirà.
Commenti

aguaplano

Sab, 02/06/2012 - 17:51

W L'italia!

Ritratto di Ovidio Gentiloni

Ovidio Gentiloni

Sab, 02/06/2012 - 18:55

L'Italia é quello che una parola tedesca spiega nel migliore dei modi: Heimat! Passo la maggior parte del mio tempo all'estero, e sono convinto che se risolvessimo un paio di grosse magagne caratterial che ci contraddistingono in modo particolare (la partigianeria in primis), il ostro sarebbe il Paradiso in terra! W l'Italia!!!!!!!!!!!!!

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Sab, 02/06/2012 - 19:30

Chiediamolo a Giulio Andreotti, a Gillo Dorfles, a Gianluigi Rondi, a Francesco Rosi, ad Ersilio Tonini, ecco, questi mi ispirano fiducia. Chiediamolo a loro cos'è l'Italia. Ma quale Italia ? Ce ne sono tante. Ed è errato voler bene a Cesare e Mammona. I giudizi cambiano col passare degli anni. Parlare dell'Italia è soltanto ricerca della terra sotto i piedi. Aggrapparsi alla roccia per paura di franare. L'Emilia oggi è Italia. Quanto durerà l'Italia ? Invece, il mio Spirito vale molto di più.

julius47

Sab, 02/06/2012 - 19:31

Questa italia non può minimamente costituire un valore e un riferimento. Piuttosto essa è l'antitesi di quella comunità in cui Valori e Tradizione rappresentano il principio su cui fondare il vero Stato. Ricorda le parole di J. Evola: la nostra patria non ha confini, i suoi figli sono gli Uomini con la stessa visione del mondo, con la stessa consapevolezza di valori propri del mondo della Tradizione: Gerarchia, Dovere, Sacrificio e Onore.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Sab, 02/06/2012 - 20:52

Dr. Veneziani, Lei ha ragione. Il Suo intervento mi ha appassionato! Purtroppo tutto ciò che ha detto è condivisibile, bene o male, anche da uno di sinistra. Ma quello di sinistra ha trovato la bella scappatoria di mettere la cosiddetta Destra nei "casi particolari", come "eccezione" o marginalità del pensare di sinistra. Abbia comprensione della mia brutalità, ma io credo che. al di là delle chiacchiere, l'amore verso la Patria si misuri solo con la disponibilità a dare la vita. Quando gli invasori non brandiscono più la baionetta, ma la lacrimuccia, quale significato può avere rivendicare l'italianità? Ogni epoca ha gli eroi che gli si adattano. Mettere Armani, la Nazionale di calcio o Morricone come campioni dell'orgogio italiano nel mondo significa mettersi a posto la coscienza e dare una gran bella soddisfazione a chi, accidentalmente fa qualcosa per lo Stivale, ma, più che altro, si fa gli affari propri!

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Sab, 02/06/2012 - 21:29

Ho le lacrime agli occhi e il cuore mi detta queste parole. Come figlio che continua la madre, Marcello ha custodito i doni che questa giovane e antica madre, ha elargito alla sua fanciullezza e al suo divenire uomo. Come da uno scrigno li ha tratti dal suo cuore e li ha elargiti ai fratelli che guardano a lei come cosa sacra. Ogni parola è stata un colpo d’ala che ha alzato e diradato la nebbia dell’oblio che invadeva tutto il nostro essere troppo preso dalla furia di vivere, mostrandocela in tutta la sua dirompente e solare bellezza, riportandoci al suo amoroso grembo che ci custodirà oltre la morte. Ci ha mostrato il suo cuore stanco e malato che certi suoi figli, indifferenti alle sue lacrime, calpestano senza pietà. Madre mia cara, mia Patria, ci sono ancora figli che ti amano, che ti onorano e che portano con fierezza, il nome che hai dato loro: ITALIANO

erasmodarotterdam

Sab, 02/06/2012 - 21:35

Mai sentite parole più stantie e retrograde, il futuro è senza nazioni, che hanno già fatto sufficienti danni. Marcellì cresci, che è ora.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Sab, 02/06/2012 - 22:49

#3 Dario Maggiulli# Mi permetto un’obiezione. Ti sei chiesto perché il tuo Spirito vale di più? Io penso sia per la cultura che ti ha plasmato; per la bellezza che ti abbraccia, si specchia nei tuoi occhi e ti riempie l’anima; per la musicalità della nostra lingua madre che i poeti hanno trasformato in sinfonie divine; per il sapore del pane di casa del tuo dialetto; per la sana ebbrezza di un bicchiere di vino; per il biondo del grano mosso dallo scirocco come meravigliosa chioma di una giovane donna; per la contorta bellezza degli ulivi; per un Michelangelo, un Leonardo, un Caravaggio, un Galileo; per un Puccini o un Verdi o un Vivaldi o un Giordano; ,,,,, le parole a disposizione stanno per finire, ma dimmi chi ha nutrito e dato valore al tuo spirito? P.S. ti ho risposto in merito all’articolo sul Papa. Ciao, ciao -Rosella-

Nadia Vouch

Sab, 02/06/2012 - 23:55

Ma perché dobbiamo sempre giustificarci come italiani? Perché precisare che ci amiamo e rispettiamo da Nord a Sud? Che, essendo parte di Questo Mondo, abbiamo anche persone di altre etnie al nostro interno? Avverto una continua drammatizzazione dell'Italia. Forse occorrerebbero più fatti, maggiore dinamismo e meno interminabili riflessioni eterne sul chi siamo e dove andiamo. Come se l'Italia fosse talmente bella e straordinaria da soffrire un complesso per questo. Così, nello scoprire di avere al proprio interno anche molte cose brutte, se ne dispera, ma non le sa affrontare davvero. Quindi, si chiude in se stessa, sapendo di valere molto, ma rassegnata a non poterlo dimostrare fino in fondo. A chi?

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Dom, 03/06/2012 - 00:03

#4julius47 - Sono d'accordo; solo condividendo i doveri e il sacrificio cementati dal rispetto si può costruire una comunità che funzioni. Dirò di più: poichè l'Italia è, con tutta certezza, il Paese più bello del mondo, bisogna meritarselo. Troppo facile amarlo per quello che è! Non c'è niente di più insulso e irritante (per me) del solito straniero che dice di amare il nostro Paese e di volerci vivere per sempre mangiando pizza e scorrazzando per la Riviera. Bella forza! Tutti gli idioti e i poco di buono sono buoni a farsi piacere il Belpaese. E bisogna dire che il Belpaese ha ricevuto più omaggi e regali, dagli stranieri, dai Grandi, nei secoli passati, quando era un territorio diviso e altri stranieri lo dominvano!

cincinnatus

Dom, 03/06/2012 - 05:46

Veneziani, da tuo estimatore che sono devo dire che il tuo Cucù di oggi è un capolavoro. Di retorica. Questi escrementi retorici ci sono stati elargiti l’anno scorso, per il 150°, fino ad asfissiarci. L'itaGlia non è mai stata e mai sarà ciò che tu dici e sogni. Quella che tu così efficacemente descrivi è la rappresentazione ideale dell'itaGlia che, nella realtà, è esattamente il suo contrario. L'itaGlia è stata in passato e continua ad essere solo terra di conquista. Dei peggiori cialtroni: quelli che abbiamo visto ieri alle celebrazioni e quelle élites economico-finanziarie da cui questi prendono ordini. Ma, ammetto che il patriottismo non è solo quello che Samuel Johnson considerava "l'ultimo rifugio di un farabutto”. Qualche volta può anche essere il sogno dei romantici.

cincinnatus

Dom, 03/06/2012 - 05:52

In questa indefinibile domenica (giorno destinato al riposo), a ridosso delle celebrazioni del 2 Giugno, propongo ai frequentatori di questo blog di riflettere sul seguente aforisma di François Fénelon “La patria di un maiale è dappertutto dove ci sono ghiande”.

cincinnatus

Dom, 03/06/2012 - 08:56

Giusto. E' corretto. L'itaGlia è più di una repubblica. E' una repubbloca democratica fondata sul lavoro.

cincinnatus

Dom, 03/06/2012 - 10:10

Restando sul solco della tua marmellata retorica estenderei un "volemose bbene" al tamburino sardo, al piccolo scrivano fiorentino, alla piccola vedetta lombarda, alla piccola sciampista molisana, al piccolo magistrato milanese, al piccolo calzolaio bergamasco e al piccolo assessore catanese. Per non far torto ai "nuovi italiani" aggiungerei anche il piccolo stupratore kosovaro, il piccolo borsaiolo romeno, la piccola prostituta nigeriana, il piccolo spacciatore marocchino e il piccolo viado brasiliano. Insomma un "volemose bbene" a tutti gli itaGliani, vecchi e nuovi, che restano sempre piccoli, non diventano mai grandi e ieri, nella festa della repubblica, hanno battuto entusisati le manine.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Dom, 03/06/2012 - 10:10

#8Rosella(571)-Stupendi tutti, i richiami alle 'forze della natura' che ci hanno generato, ma questo è di una bellezza insuperabile :-Il biondo del grano mosso dallo scirocco come meravigliosa chioma di una giovane donna-Che più sensuale non si può, per via di quello scirocco en plein air. La tua Poesia è meravigliosa. Ingrediente nobilissimo sulle nostre tavole. Per la quale io non sono portato perchè per me sono forme espressive, di sovrana bellezza, che sono clonate da una visione panteistica della realtà tutta. Ed ecco che rispondo alla fede che ripongo nel mio Spirito. Che si identifica con lo Spirito Santo, che si ricollega alla grandezza di Dio. Tutto il resto, tutte le cose dette da Marcello, come da te, è panteismo. Che, essendo effimero, non deve appropriarsi del nostro sentimento profondo. E, laddove lo facesse, scoprirebbe i limiti di chi ne fosse posseduto. Ma vorrei aprire un'altra finestra, allargandomi ad un altro commento. Noi tutti, soggettivamente, siamo SEGUE

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Dom, 03/06/2012 - 10:38

Mi sono appena sterilizzato dal sudicio riversato dal solito imbrattatore, e vengo alla mia disamina. Noi tutti siamo 'volumi culturali in progressione', le cui forme espressive risentono delle pulsioni delle nostre stagioni di vita. Ecco perchè ho indicato prima nei 'Patriarchi' la riflessione più apprezzabile sull'Italia. Perchè meno condizionati dalle schopenaueriane 'emozioni'. E, irriverentemente, vorrei proporvi Carmelo Bene contro tutti, quando nelle famose due serate 'dal Parioli', agli accenti enfatici di quanti dal pubblico lo inchiodavano all'ossequio di 'protocolli consociativi', lui, allargando le braccia e guardando ad ampio spettro, borbottava sbeffeggiando il 'culto' dell'effimero, della pagana adorazione del Sistema, scontatamente fallace. Senza sbracciarsi nelle singole giustificazioni, cogliamone la 'sottile' filigrana che vorrebbe ridimensionare la verità delle cose. Ma tu Rosella, sei irresistibile, con i tuoi interventi, che ci riversano superba seduzionesenzaetà

lunisolare

Dom, 03/06/2012 - 10:57

Dici che più che una repubblica l'Italia è la nostra patria, la terra dei padri, un concetto che ci riporta alle origini, al sacrificio di chi ha creduto che l'Italia unita potesse essere una realtà, di qui il concetto di patriota che antepone gli interessi etici della patria a quelli personali, Veneziani il tuo pensiero è nobile ma tu sei un sognatore, l'Itala che descrivi è quella che vorresti che fosse ma non è, forse ci hai preso quando scrivi che l'Italia è "il cielo e la terra che mi coprirà", aggiungo che preferirei il pezzo di terra dove sono nato, perchè l'Italia purtroppo ha solo vincoli legali, non esiste un popolo unito, siamo un insieme di storie e tradizioni diverse che sono celate dalla necessità, la convivenza civile è un'imposizione, la divisione è l'unico elemento certo in quasta nazione.

lunisolare

Dom, 03/06/2012 - 10:57

Dici che più che una repubblica l'Italia è la nostra patria, la terra dei padri, un concetto che ci riporta alle origini, al sacrificio di chi ha creduto che l'Italia unita potesse essere una realtà, di qui il concetto di patriota che antepone gli interessi etici della patria a quelli personali, Veneziani il tuo pensiero è nobile ma tu sei un sognatore, l'Itala che descrivi è quella che vorresti che fosse ma non è, forse ci hai preso quando scrivi che l'Italia è "il cielo e la terra che mi coprirà", aggiungo che preferirei il pezzo di terra dove sono nato, perchè l'Italia purtroppo ha solo vincoli legali, non esiste un popolo unito, siamo un insieme di storie e tradizioni diverse che sono celate dalla necessità, la convivenza civile è un'imposizione, la divisione è l'unico elemento certo in quasta nazione.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Dom, 03/06/2012 - 11:08

Vedo una contraddizione insanabile: da un lato la globalizzazione e la fratellanza universale che ci impongono di vedere il mondo come una totalità e una reciprocità di relazioni organiche nella quale, davvero, le nazioni sono una meschina falsità politica e naturale; dall'altro la celebrazione dell'identità, delle particolarità storiche e geografiche che, forse, sono delle falsità ancora maggiori, ma strumentali ai rapporti sociali, alla cultura-potere e all'ordine pubblico. Non c'è che una soluzione: celebrare una identità che non esiste più, che si ferma a pochi decenni fa, alla fine della mezzadria e prima della grande immigrazione. Un'Italia ormai perduta e intoccabile, sia per noi antichi italiani, ma, almeno, anche per quelli nuovi! E' probabilmente l'Italia che Lei, Dr. Veneziani, ed io (me lo consenta!) rimpiangiamo. A Cincinnatus: aggiungerei che oltre alla possibilità di sgranocchiare ghiande qui in Italia c'è quella di poterle sgranocchiare in pace!

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Dom, 03/06/2012 - 11:08

Vedo una contraddizione insanabile: da un lato la globalizzazione e la fratellanza universale che ci impongono di vedere il mondo come una totalità e una reciprocità di relazioni organiche nella quale, davvero, le nazioni sono una meschina falsità politica e naturale; dall'altro la celebrazione dell'identità, delle particolarità storiche e geografiche che, forse, sono delle falsità ancora maggiori, ma strumentali ai rapporti sociali, alla cultura-potere e all'ordine pubblico. Non c'è che una soluzione: celebrare una identità che non esiste più, che si ferma a pochi decenni fa, alla fine della mezzadria e prima della grande immigrazione. Un'Italia ormai perduta e intoccabile, sia per noi antichi italiani, ma, almeno, anche per quelli nuovi! E' probabilmente l'Italia che Lei, Dr. Veneziani, ed io (me lo consenta!) rimpiangiamo. A Cincinnatus: aggiungerei che oltre alla possibilità di sgranocchiare ghiande qui in Italia c'è quella di poterle sgranocchiare in pace!

Papparelli

Dom, 03/06/2012 - 11:09

Caro Marcello, sento e credo lo stesso. Sono orgoglioso di essere italo-argentino, italiano nato all’estero. Amo il mio paese e miei radici di sangue e cultura al 100% italiana. Viva l’Italia! Sempre. Grazie dal mio cuore!

Papparelli

Dom, 03/06/2012 - 11:09

Caro Marcello, sento e credo lo stesso. Sono orgoglioso di essere italo-argentino, italiano nato all’estero. Amo il mio paese e miei radici di sangue e cultura al 100% italiana. Viva l’Italia! Sempre. Grazie dal mio cuore!

Ritratto di robertoguli

robertoguli

Dom, 03/06/2012 - 12:14

Caro Marcello siamo fortunati in quanto troviamo professori disposti a insegnarci la strada maestra e a illuminarci la mente assopita. Mi piace leggere i commenti ai tuoi "cucù" perchè ancora una volta mi rendo conto che non c'è limite alla presunzione. Eccellente "cucù" per i poveri di spirito. Distintoi saluti. Roby

Ritratto di robertoguli

robertoguli

Dom, 03/06/2012 - 12:14

Caro Marcello siamo fortunati in quanto troviamo professori disposti a insegnarci la strada maestra e a illuminarci la mente assopita. Mi piace leggere i commenti ai tuoi "cucù" perchè ancora una volta mi rendo conto che non c'è limite alla presunzione. Eccellente "cucù" per i poveri di spirito. Distintoi saluti. Roby

Claudio Antonaz

Dom, 03/06/2012 - 12:50

Caro Veneziani, sentimenti nobili, i suoi, che i giuliano-dalmati condividono in pieno. Il suo è un patriottismo generoso che non dimentica e anzi include, giustamente, "l'immigrato che si sente italiano". La nostra identità, infatti, non è basata sul sangue, ma sulla cultura, la lealtà, l'amore... Quanta umanità anche in quel "Ho gerarchie d'amore; amo prima e di più chi mi è più caro e vicino, come è naturale." Altro che lo pseudo credo universalista dei nostri internazionalisti da salotto, dottrinari, settari e soprattutto antitaliani, che rinfocolano gli odi della guerra civile, e celebrano ogni anno la sconfitta; con l'amputazione del territorio nazionale... Che un pensiero vada quindi al passato della sponda orientale dell'Adriatico, e a quelle amatissime terre di cui oggi si falsifica anche il nome. Per noi, originari di quelle terre, l'identità nazionale italiana non è mai stato un dato anagrafico, pacifico, superfluo, ma una scelta di destino. Nel bene e nel male.

Claudio Antonaz

Dom, 03/06/2012 - 12:50

Caro Veneziani, sentimenti nobili, i suoi, che i giuliano-dalmati condividono in pieno. Il suo è un patriottismo generoso che non dimentica e anzi include, giustamente, "l'immigrato che si sente italiano". La nostra identità, infatti, non è basata sul sangue, ma sulla cultura, la lealtà, l'amore... Quanta umanità anche in quel "Ho gerarchie d'amore; amo prima e di più chi mi è più caro e vicino, come è naturale." Altro che lo pseudo credo universalista dei nostri internazionalisti da salotto, dottrinari, settari e soprattutto antitaliani, che rinfocolano gli odi della guerra civile, e celebrano ogni anno la sconfitta; con l'amputazione del territorio nazionale... Che un pensiero vada quindi al passato della sponda orientale dell'Adriatico, e a quelle amatissime terre di cui oggi si falsifica anche il nome. Per noi, originari di quelle terre, l'identità nazionale italiana non è mai stato un dato anagrafico, pacifico, superfluo, ma una scelta di destino. Nel bene e nel male.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Dom, 03/06/2012 - 14:50

#21Claudio Antonaz, vedo una contraddizione in quello che afferma. Prima dice che "la nostra identità non è basata sul sangue" e poi (sacrosantemente) rivendica l'italianiità delle terre dalmate! Siete italiani perchè il vostro sangue è parte integrante e materia costitutiva di una parte non marginale della cultura italiana e ritengo un crimine passato sotto troppo silenzio quello sofferto dalla vostra terra. L'Italia si è dimostrata a volte matrigna nella sua Storia; ha allontanato grandi uomini e ha accolto gran farabutti, proprio perchè le è mancata la razionalità di difendere i suoi figli; proprio perchè ha sempre seguito un presunto "cuore" che, spesso, non era altro che il quieto vivere. Gli istriani sono più italiani degli altoatesini e i nizzardi (un certo Garibaldi) molto più genovesi dei marocchini dei "carrugi" di Genova. Purtroppo nessuno farà mai guerra per riabbracciare altri italiani: dobbiamo esibirci nell'accoglierne da altre parti!

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Dom, 03/06/2012 - 14:50

#21Claudio Antonaz, vedo una contraddizione in quello che afferma. Prima dice che "la nostra identità non è basata sul sangue" e poi (sacrosantemente) rivendica l'italianiità delle terre dalmate! Siete italiani perchè il vostro sangue è parte integrante e materia costitutiva di una parte non marginale della cultura italiana e ritengo un crimine passato sotto troppo silenzio quello sofferto dalla vostra terra. L'Italia si è dimostrata a volte matrigna nella sua Storia; ha allontanato grandi uomini e ha accolto gran farabutti, proprio perchè le è mancata la razionalità di difendere i suoi figli; proprio perchè ha sempre seguito un presunto "cuore" che, spesso, non era altro che il quieto vivere. Gli istriani sono più italiani degli altoatesini e i nizzardi (un certo Garibaldi) molto più genovesi dei marocchini dei "carrugi" di Genova. Purtroppo nessuno farà mai guerra per riabbracciare altri italiani: dobbiamo esibirci nell'accoglierne da altre parti!

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Dom, 03/06/2012 - 18:16

Vari commenti hanno sottolineato le divisioni che hanno martoriato questo Paese e l’hanno frantumato. Io ho provato a salire sull’aereo dei miei sentimenti per guardarlo dall’alto. Ho visto uno spettacolo mozzafiato. Tutte le pietre multicolori frantumate in pietruzze, si erano riunite a formare un celeidoscopico mosaico dove bellezza naturale, arte, cultura, riportavano all’originale significato di una parola citata da Dario: Panteismo. Panteismo = Dio è tutto e tutto é Dio. E quel mosaico era la rappresentazione del Dio immanente capace di unire, a dispetto di tutto, divisioni e fratture in un meraviglioso disegno divino, ma non a dispetto delle sue creature che sono chiamate alla partecipazione, con i talenti che ha messo loro a disposizione. Poi, sul nostro sforzo, arriverà il tocco divino di Colui che é.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Dom, 03/06/2012 - 21:41

Gentile Rosella, Lei è veramente di un candore encomiabile! Sembrerebbe avere una Fede e uno stupore rari. Considero una fortuna la Sua partecipazione a questo blog. Lei ha ragione in tutto; si sbaglia soltanto quando dice (sintetizzo) di essere salita sull'aereo dei suoi sentimenti per guardare dall'alto il mosaico che racchiude tutte le diversità. Le cose viste dall'alto, mi creda, sono tanto belle ma anche tanto false; la lontananza unisce le cose, ma non le approfondisce. Se un giorno vedremo, per l'eternità, le cose dall'alto, da un'altra dimensione, quello sarà il premio (di non vederle più); finchè stiamo su questa terra abbiamo il peso di fronteggiarle. Attenzione poi al panteismo! Sarebbe bello dire che tutto è Dio, ma se tutto è Dio allora credo che il rischio dell'idolatria sia dietro l'angolo! L'Italia, infine, è veramente più di una insignificante repubblica: è patrimonio dell'umanità. Ma non dovrà mai diventare" possesso" dell'umanità. Lo impediremo con tutte le forze!

erasmodarotterdam

Lun, 04/06/2012 - 08:15

Sviolinate a più non posso, che voltastomaco.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Lun, 04/06/2012 - 11:57

#24 rosario.fancalanza# Leggo i suoi commenti con attenzione, perché li approfondisce con cognizione di causa. E la sua risposta mi ha fatto piacere. E’ vero che potrebbe esserci i rischio dell’idolatria. E’ vero l’Italia è patrimonio dell’umanità e non deve mai diventarne possesso. Per questo Dio ci ha dato i famosi talenti da spendere con discernimento a difesa della nostra identità scaturita, come detto da Marcello, da due grandi civiltà: la civiltà romana e la civiltà cristiana. Con stima -Rosella-