L’Italia s’innamora della matematica

In Italia il 43% degli studenti delle superiori ha un debito in matematica, mentre il 97% dichiara di non
avere interesse per la materia. Finita la scuola, però, la matematica diventa un mondo da scoprire

Milano - Una lavagna da riempire di segni incomprensibili, trascinati da una foga quasi spirituale. Foglietti strapazzati, recuperati in qualche tasca pur di annotare in tempo la formula intuita in un lampo. Gli italiani amano immaginarsi così: come Will Hunting, Matt Damon genio ribelle della matematica.

Un sogno da adulti o, per lo meno, da ex studenti. Perché in età scolastica gli italiani e i numeri non si incontrano: 500mila gli studenti delle superiori che hanno un debito in matematica (il 43 per cento), il 97 per cento degli alunni che dichiara di non avere interesse per la materia, la classifica Ocse-Pisa che relega gli italiani al trentottesimo posto, meglio soltanto di greci, bulgari e romeni. E poi: un terzo non sa interpretare una formula, altrettanti non sanno leggere i grafici.
Finita la scuola, però, la matematica diventa un mondo da scoprire, come la mistica ebraica, i calcoli astronomici, la fisica quantistica, il Tractatus di Wittgenstein. Gli studenti ciuchini diventano cultori di formule incomprensibili, al posto delle barzellette raccontano teoremi, i libri degli scienziati, da Odifreddi «matematico impertinente» al giovane Paolo Giordano, che ha conquistato il pubblico con la solitudine dei suoi numeri primi, sono bestseller. La passione matematica ti coglie come l’eureka di Archimede: una volta contagiato devi leggere l’Ultimo teorema di Fermat, Il mistero dell’alef, affrontare la geometria non euclidea (anche se ancora ti trascini qualche lacuna pesante su quella euclidea, ma è colpa sua: troppo banale, troppo démodé). Consulti siti come math.it e matematicamente.it, dove trovi enigmi e giochini fatti apposta per stimolare il cervello: così rimane giovane più a lungo. Poi a Roma c’è il festival della matematica e in migliaia fanno la coda: vogliono assistere a lezioni complicatissime, quelle che a scuola, potendo, avrebbero disertato. Succede. Perché leggi Daniel Tammet, che dice di essere Nato in un giorno azzurro, il 31 gennaio del 1979, quindi il suo numero è il 9: numero azzurro, assicura lui, mentre l’89 è candido come la neve. Lui assaggia le cifre e le gusta: il 37 è grumoso come semolino. Allora sì, capisci qual è la fregatura: sogni anche tu di sentire il sapore dei numeri, quegli irriverenti, che ti hanno sempre preso in giro.