L’odissea metropolitana dei turisti stranieri

I più temuti sono i borseggiatori: «Mai abbassare la guardia!», consigliano i navigatori appena tornati dalla Città eterna

Gian Piero Milanetti

Pollice verso, in internet, sulla metro della Capitale. Da un sito di servizio a un forum, da una chat ad un blog, rimbalza il tam tam di turisti e scrittori di guide on line sulla «Rome subway». E non è un bel leggere. La sotterranea della Città Eterna attira come una calamita i peggiori epiteti che una linea di trasporto urbano possa meritarsi. Per i turisti in lingua inglese, è una scatola di sardine, asfissiante, sporca e coperta di graffiti come nessun’altra, assediata da borseggiatori. E ancora: lenta, poco capiente e poco efficiente. La pessima fama della metro romana è così consolidata, nell’universo di internet, da fare il suo ingresso nel linguaggio-web come termine di paragone. Negativo, ovviamente. «L’Himalaya è il posto più compresso al mondo dopo la Rome’s subway», si legge addirittura sulla recensione di un testo sull’origine delle montagne, nel sito librario www.amazon.ca. «I cattivi odori sui Ddot (autobus pubblici a Detroit, ndr) non possono essere peggiori che sulla metro di Roma, ad agosto, nell’ora di punta», si legge su www.detroitmi.gov. Gli unici punti a favore della metro romana sono il prezzo basso dei biglietti e la semplicità d’uso data dalla sua limitatezza.
Borseggiatori. Sono il terrore dei turisti in metro. Gli avvertimenti sui «pickpockets» si intrecciano a centinaia su internet. «Roma può essere pericolosa per il vostro portafogli», avverte MagicMixer su www.virtual tourist.com, sito con 10.010 consigli per viaggiatori. «Fate attenzione ai borseggiatori e siate svegli». «Attenti sulla metro a Roma», gli fa eco, Jessica di Reston, Virginia, sul sito di Rick Steves (che da 30 anni scrive guide turistiche e conduce programmi radio e tv su viaggi in Europa). «I borseggiatori sono ovunque, mai abbassare la guardia!». E mai fidarsi delle apparenze, rincara EB, del Connecticut, sempre su www.ricksteves.com/graffiti/archives/scams. «Su un treno gremito mi sono ritrovato accanto a un gentleman dall’aspetto simpaticissimo. Ma guardando giù, ho visto quest’uomo elegantemente vestito aprire con le sue dita la lampo della borsa di una signora accanto a me. Quando si è accorto che me ne ero accorto, mi ha minacciato in italiano... Sono ancora un po’ sorpreso e scioccato per quello di cui sono stato testimone coi miei occhi!». Anche Dan, di Sioux Falls, in Sud Dakota, ricorda il tentativo di borseggio, su una metro «davvero, ma davvero affollata», subìto con sua moglie. «Lei non si è accorta che l’uomo aveva la mano nella sua tasca dei pantaloni finché non si è mossa per uscire. I borseggiatori sono molto abili. Dopo questo incidente siamo saliti solo sul primo e sull’ultimo vagone o aspettato il prossimo treno meno affollato!».
Sovraffollamento. Il sovraffollamento della metro è un tasto dolente per tutti i turisti che ci hanno messo piede. «Rome Subway=scatola di sardine umane», taglia corto sul suo sito ryanzondervan.typepad.com/ryans_ramblings, un ragazzo dello Iowa di ritorno dalla Città Eterna. La stessa metafora viene ripresa da Sandysmith, su www.virtualtourist.com. «Sardine nell’ora di punta: la metro (di Roma, ndr) può essere maniacale in quei momenti - così cercate di evitarla! Il giorno che siano andati al Vaticano era prima delle 9 e abbiamo dovuto aspettare tre treni prima di poter salire su un vagone stipato all’inverosimile!». E la metafora, così consolidata, finisce su www.able2know.com/forums/ per descrivere la sensazione claustrofobica di trovarsi bloccati sul vertiginoso viadotto francese di Millau nella nebbia e nel traffico. «Era come scendere in una stazione della metro di Roma, quando i tuoi piedi potrebbero non toccare terra a causa dei viaggiatori della prima mattina stipati come sardine...». Per la «virtualtourist» Sinoda il ricordo della metro di Roma è un incubo: «All’inizio l’idea di due linee che attraversano la città ad X sembra abbastanza buona. Ma a causa della povera qualità del servizio e dei tempi di attesa piuttosto lunghi e della ridotta capacità dei vagoni troppo piccoli, viaggiare su questa metro è un’agonia a ogni ora del giorno. Usate i bus - se capita che circolino». Sullo stesso sito, AndreSTGT, ci va giù duro: «La metro di Roma è probabilmente il più merdoso sistema di trasporto metropolitano d'Europa, ci sono solo due linee che sono frequentemente sovraffollate (sovraffollamento stile-Asia), i treni sono sporchi e molte parti della città non hanno alcuna fermata metro». Mapakettle, sulla stessa pagina web, punta il dito su un’usanza ostruttiva, diciamo così, dei viaggiatori romani, sconosciuta tra i viaggiatori statunitensi: «Abbiamo avuto problemi a scendere alla fermata giusta. La gente non si sposta automaticamente di lato come siamo abituati a fare in Nord America. Ho dovuto letteralmente aprirmi la strada a gomitate tra gli altri passeggeri, per raggiungere l'uscita. La parola “permisso” (sic!), che in Italia usano al posto di “excuse me”, non ha avuto alcun effetto. Ho usato un altro paio di parole che hanno funzionato (con un crescente volume di voce)!».
Graffiti. Difficile individuare la fermata giusta, per molti turisti, anche per colpa dei writers. «Enormi quantità di vagoni della Rome Subway sono pitturati da capo a piedi e da un estremo all’altro», si stupisce «Pane» su www.panetrv.com/jptb_prjct.html. «Proprio come succedeva a New York negli Anni Settanta», sottolinea all’unisono con quanto scritto sul sito www.dcpierson.com/archives/2006_01.html. E a spiegare perché è un writer, Swing, sulle pagine web di una giornalista freelance, Amanda Castleman. «Ora quasi tutti i treni sono coperti da una patina anti-spray e i depositi sono pattugliati meglio, ma è ancora molto più facile che nel resto d’Europa. La metro di Roma è la più bombardata e viaggia regolarmente tutta dipinta», si legge su www.amandacastleman.com/grafitti.html.Un’immagine poco edificante, quello della metro romana, al punto da suscitare una sorta di rigetto a chi è abituato a sistemi di trasporto più civili. «La Rome Metropolitana è una disgrazia assoluta e io mi sono rifiutata di fotografarla», sottolinea un iscritto dell’Australian Transport Discussion Board, su www.busaustralia.com.