L’ultima arma del Texas contro le stragi a scuola: insegnanti con la pistola

Nella cittadina di Harrods docenti e impiegati potranno far fuoco per "prevenire le sparatorie" tra studenti. Il
sovrintendente scolastico Thweatt: "Troppa rabbia nella
nostra società, in passato casi di docenti aggrediti"

Nella borsa, insieme ai compiti in classe, magari nascosta sul fondo tra libri di testo e agende. Dal prossimo anno scolastico i professori della cittadina di Harrods, nel nord del Texas, potranno portare in classe uno strumento che ha ben poco a che fare con la didattica: la pistola. A deciderlo, «per proteggere corpo docente e allievi» in caso di sparatorie o attentati, è stato il provveditorato agli studi della piccola comunità, un centro isolato che dista circa 200 chilometri da Forth Worth, al confine con l’Oklahoma. «La sicurezza è una grossa preoccupazione - sottolinea il sovrintendente scolastico David Thweatt -. Vediamo troppa rabbia nella nostra società e in passato abbiamo avuto casi di docenti aggrediti».
Il provvedimento, già molto discusso, tenta infatti di dare una risposta al problema delle sparatorie in campus e istituti scolastici, che da tempo affligge gli Stati Uniti e si è aggravato nell’ultimo decennio. Dalla strage-simbolo di Columbine, nel 1999, quando due adolescenti aprirono il fuoco uccidendo 12 coetanei e ferendone 24, al massacro del politecnico «Virgina Tech», che il 16 aprile 2007 costò la vita a 33 studenti, gli episodi cruenti sono stati innumerevoli. E, secondo Thweatt, la decisione delle autorità di proibire l’introduzione di armi negli istituti ha ulteriormente peggiorato la situazione. «Da quando il governo federale ha dichiarato le scuole delle zone gun-free, i conflitti a fuoco si sono moltiplicati - spiega il provveditore al sito del quotidiano locale Fort Worth Star-Telegram -. È come invitare la gente ad avvantaggiarsene».
Da qui l’idea del piano Guns for teacher, il primo del genere negli Stati Uniti, approvato all’unanimità dalla commmissione che governa gli istituti della zona lo scorso ottobre, e ben accolto dai genitori. Anche perché, spiega Thweatt, il comprensorio scolastico di Harrods, con i suoi 110 studenti, risulta particolarmente vulnerabile agli assalti armati, a causa della vicinanza a un’autostrada molto trafficata. Non solo. In caso di pericolo, le scuole sarebbero di fatto prive di protezione: l’ufficio dello sceriffo si trova a trenta minuti di macchina di distanza. «Abbiamo studiato la situazione, abbiamo messo le telecamere, ma come facciamo se c’è un irruzione?», si è chiesto il sovrintendente. Così, dopo aver passato un anno alla ricerca di soluzioni alternative, ha deciso infine di rispolverare la filosofia dell’autodifesa del vecchio Far West, sfruttando una possibilità concessa dal Texas. Lo Stato, pur avendo dichiarato fuorilegge le armi a scuola, lascia infatti ai singoli istituti la libertà di autorizzarle.
Il provvedimento diventerà operativo con la ripresa delle lezioni, a fine mese, ma ancora non si sa quanti e quali tra i 50 docenti del distretto scolastico porteranno effettivamente la pistola a scuola: l’informazione viene tenuta segreta per evitare il rischio di vendette. Di sicuro, i «professori-sceriffi» dovranno rispettare alcuni obblighi: ottenere il porto d’armi dello Stato del Texas e l’autorizzazione del distretto ad entrare nelle scuole armati, prima di tutto. E, poi, utilizzare solo armi funzionanti con munizione speciali che riducano il rischio di proiettili vaganti. Infine, è previsto un’apposita formazione alla «gestione delle crisi» Il piano, però non deve interferire con la normale attività scolastica.
«Speriamo che gli studenti se ne dimentichino già il primo giorno - conclude Thweatt -. Vogliamo che prestino attenzione alle lezioni».