L’ultima frontiera della psicologia Dimmi come cammini e ti dirò chi sei

Uno studio interpreta i movimenti del corpo e i legami con la mente e lo stato d’animo

Stefania Vitulli

Lo scultore Alberto Giacometti usava dire che le sue statue erano la perfetta rappresentazione della sensazione che dà un essere umano visto da lontano, che si stia avvicinando all’osservatore: una forma indistinta, allungata e smilza, uguale nella sostanza a molte altre. Un punto di vista d’artista, per niente scientifico, direbbe il professor Nikolaus Troje, responsabile dei progetti sul biological motion, il movimento del corpo, della Queen’s University canadese di Kingston, in Ontario.
«Sono uno scienziato visuale», afferma il professor Troje, la cui formazione è a metà tra la psicologia e la bioinformatica ed è considerato una delle autorità mondiali in un’area di studi virtualmente sconosciuta fino a cinque anni fa. «Quel che cerco di fare è mettere a disposizione di un computer le informazioni che di solito i nostri cervelli raccolgono inconsciamente sulla base dell’osservazione dei movimenti del corpo».
Nel suo laboratorio, appena trasferitosi in Canada dalla Ruhr Universität tedesca di Bochum, Troje utilizza un sofisticato sistema di motion capture del valore di mezzo milione di euro - lo stesso che si usa a Hollywood per riprodurre i movimenti del corpo umano in tre dimensioni e «creare» personaggi artificiali - per studiare come si muove e cammina il corpo umano, e il corpo degli animali, nello spazio. Sedici videocamere ad alta velocità distribuite in un locale buio registrano i movimenti di uomini e donne vestiti con tute simili ai costumi da bagno neri coprenti anni Trenta. Ai loro corpi sono applicate dozzine di segnalatori luminosi e riflettenti che quando le persone camminano, corrono, salgono scale o dribblano un pallone tracciano un percorso preciso. Troje ha messo a punto un software in grado di ritrasformare questi percorsi in un corpo umano tridimensionale.
Secondo Troje le potenzialità di questa analisi sono enormi: presto avremo a disposizione uno strumento che, esattamente come un coltellino svizzero multiuso, ci metterà in grado di capire tutto o quasi di chi ci sta di fronte semplicemente dai movimenti. Qualche esempio? Dal modo di muoversi delle persone si possono dedurre i primi sintomi di una depressione incipiente; da come una donna corre o cammina si può capire in quale fase del ciclo mestruale si trova; dal controllo dei gesti di un paziente colpito da infarto o da paresi si può indurre il progresso raggiunto nel riguadagnare la motilità perduta; dalla postura del corpo di un politico si deduce «scientificamente» la sua traiettoria di spostamento da un atteggiamento liberale ad uno conservatore o viceversa.
Sembrano conclusioni ambiziose, ma Troje, che ha una lista infinita di pubblicazioni ed è assegnatario di una cattedra del più importante programma di ricerca governativo canadese, ha in serbo un progetto ancora più esplosivo: il life detector, ovvero un programma che sia in grado di riprodurre la capacità cerebrale che ogni creatura animale, uomo compreso, ha dalla nascita di individuare la presenza di altre creature animali dal semplice movimento dei piedi, anche senza vedere mai la forma del corpo.
Le implicazioni di questo animal detector sono rivoluzionarie, hanno commentato gli studiosi di scienze cognitive dell’Università di Londra quando le ricerche di Troje sono state pubblicate su Current Biology: «Significa che gli esseri umani possiedono meccanismi neurologici in grado di “interpretare” il semplice movimento». Troje al momento è impegnato a trasformare queste capacità in algoritmi, per duplicare tecnologicamente il cervello umano.
Che l’argomento susciti interesse, nonostante parte della comunità scientifica appaia scettica, lo dimostra il sito del laboratorio di Troje, www.biomotionlab.ca, che conta circa 50 mila visitatori al giorno, con punte di 150mila la sera in cui in Germania uno show televisivo di satira politica ha contrapposto l’analisi del movimento a computer di George Bush e Nancy Pelosi. Il sito è una vera a propria miniera di test, giochi e demo molto divertenti che introducono agli esperimenti di Troje e alla scienza del movimento: come distinguere il passo del maschio da quello della femmmina, come riconoscere un uomo triste da uno allegro, come sia facile perdere la bussola di riconoscimento quando si mostra un uomo o un animale che camminano a testa in giù.
Al momento il laboratorio canadese sta lavorando con le squadre di basket della Queen’s University e del vicino Royal Military College al progetto direct matching. L’ipotesi dei ricercatori è che siamo in grado di anticipare le azioni altrui perché l’osservazione del movimento stimola il nostro sistema nervoso e lo spinge a reagire di conseguenza. Nessun ragionamento, dunque, dietro un perfetto placcaggio, nessun allenamento. Solo il vecchio, caro meccanismo stimolo-risposta. Alla faccia dei mister.