L’ultima di Odifreddi: «Colpa di Wojtyla la guerra dei Balcani»

Il professore fa il bis a Genova e neanche Augias riesce a frenare gli attacchi alla Chiesa. Eppure tanti veri scienziati lo criticano

Ad un anno di distanza, Odifreddi è tornato. Stessa piattaforma: il Festival della Scienza. Stesso tema: lo spettacolo teatrale «Matematico e Impertinente». Stesso leit motiv: l'anticlericalismo. L'evento, nato per presentare dvd e libro dello spettacolo andato in onda lo scorso anno durante il Festival della Scienza, si è svolto nella sala Grecale dei Magazzini del Cotone. Presenti il direttore del Festival, Vittorio Bo (come moderatore), il produttore e regista dello spettacolo Fabio Massimo Iaquone e lo scrittore Corrado Augias, che, per inciso, in questi giorni propone al Teatro Modena il suo spettacolo «Le fiamme della ragione» sul personaggio di Giordano Bruno. Gli attacchi di Odifreddi partono proprio dal caso Bruno, accostato a quello di Galilei, da lui rivisitato lo scorso anno. «Galilei non mi piace molto, meglio un Giordano Bruno con più coraggio, capace di tener testa al Santo Uffizio, diretto, in entrambi i casi, dal Cardinal Bellarmino. Il Vaticano oggi ha ridotto il suo potere, ma lo sapete che le formule usate dal Santo Uffizio di allora sono usate tutt'oggi nei processi contro i sacerdoti e i teologi usciti dall'ortodossia? Di questa forma, o meglio mancanza, del diritto canonico ne sa qualcosa Ratzinger... leggetevi le sue sentenze quando era ancora Cardinale. Altro che Bellarmino!». Odifreddi difende quindi a spada tratta il suo spettacolo, respingendo al mittente le accuse di anticlericalismo d'accatto che gli sono piovute addosso. «Il Giornale è subito partito con titoli apocalittici il giorno dopo la prima! Quando poi arrivo a Lecce, un'intera pagina del Corriere del Mezzogiorno racconta i precedenti sul mio spettacolo che viene bandito. Ma il delirio finale è di poco tempo fa a Bolzano: gli organizzatori non osavano dire che c'era il mio spettacolo per via dei bambini e delle famiglie cristiane… In tutte le librerie di Bolzano non si trova più un mio libro. È censura!». Odifreddi si blocca ma poi sdrammatizza: «O è perché tutti lo comprano». Ma col Giornale il dente è proprio avvelenato: «Sono di destra, che altro vi aspettavate? Quelli sì che sono come i cristiani cretini, nel senso etimologico del termine».
La cosa bizzarra di tutto ciò è che Odifreddi si ritrova alla fine ad avere contro anche lo stesso Augias, che non può certo dirsi un sostenitore della Chiesa Cattolica. «Tu accosti la religiosità alla magia, l'astrologia alla teologia. Puoi avere le tue buone motivazioni, ma lo fai in maniera irritante e questo è un errore politico! Nessuno è mai morto per un astrologo, mentre sono morte tante persone perché credevano nella Vergine o nell'Eucarestia. Io da non credente cerco di interrogarmi e mi accosto con rispetto alle questioni religiose. Tu perché no?» La risposta fulminante: «Io vedo la Chiesa Cattolica in modo diverso, come realmente è: dogmatica e fomentatrice di guerre religiose. Quali guerre? In Jugoslavia la guerra è nata perché Giovanni Paolo II ratificò l'esistenza della Croazia: gli tornava comodo così e ha una responsabilità politica enorme!». Il finale è da incorniciare: «Tanti pensano sia giusto criticare con rispetto, io no! Il rispetto per certe posizioni io credo non si possa proprio avere, perché pericolose e dannosissime!». E che Odifreddi non usi rispetto è cosa che hanno sperimentato non solo la Chiesa, ma anche alcuni docenti di Fisica che hanno contestato alcune sue pubblicazioni scientifiche. Un esempio eclatante? L'articolo «7 volte 7», comparso recentemente sulle Scienze, è infarcito di errori, alcuni più sottili, altri più grossolani (ad esempio, Odifreddi afferma che, nell'infrarosso e nell'ultravioletto, la luce ha due frequenze fisse. Paolo Maffei, famoso per aver scoperto due galassie che portano il suo nome, ne è rimasto scandalizzato: «Per fortuna non è così, come risulta da qualsiasi libro di scuola media, altrimenti non avrei scoperto le mie galassie!»). A questo proposito Paolo Diodati, Ordinario di Perugia, ha condotto un esperimento tanto semplice quanto significativo: ha preso l'articolo odifreddiano, l'ha fotocopiato cancellandone la firma e l'ha fatto girare a colleghi ed esperti del settore. Risultato: sono piovute critiche a valanga con la domanda: «Ma chi ha scritto una roba del genere?». Il professore perugino ha tentato a questo punto di presentare una replica alle Scienze, ma senza successo; poi è stato ridicolizzato da Odifreddi con un altro articolo. Insomma, chi non è con Odifreddi è contro Odifreddi. Pure Augias ora rischia grosso, quando gli domanda: «Non pensi di esagerare quando fai i tuoi attacchi?» Risposta del Matematico impertinente: «Sì». Pausa di silenzio. Con stoccata finale: «Ovviamente mento».