L’ultimo segreto della Sindone: «Cristo era alto un metro e 87»

Uno studio ricostruisce anche la posizione del corpo nel telo. Baima Bollone: «Ma è difficile stabilire esattamente le misure»

Andrea Tornielli

Quanto era alto Gesù? «Un metro e 87 centimetri», sentenzia senza ombra di dubbio il professor Nicolò Cinquemani, che non è arrivato a questi risultati sulla base delle cronache evangeliche ma studiando alcune fotografie della Sindone di Torino, il lino conservato nella cappella del Duomo, il telo che secondo un’antica tradizione avrebbe avvolto il corpo di Cristo nel sepolcro. Ancora una volta, dunque, quel lungo pezzo di stoffa dov’è visibile l’effigie di un uomo flagellato e crocifisso che riproduce in maniera sorprendente il racconto evangelico, fa discutere. Il professore, neurochirurgo ed ex primario della Divisione di traumatologia cranica all’ospedale San Giovanni di Roma propone questo risultato in base a calcoli effettuati sulle foto a luce trasmessa scattate nel 1978 da Barrie M. Schwortz che hanno registrato i coaguli di sangue presenti sul lino.
Secondo Cinquemani, la foto dorsale a luce trasmessa dimostrerebbe «come nel sepolcro il capo e il corpo fossero in completa estensione. E questo si deduce anche dalla posizione dei coaguli sanguigni che permettono anche il calcolo della statura».
«La distanza tra la superfice plantare del calcagno destro e l’ala iliaca destra indicata dalla corda del perizoma è di 114 centimetri. L’impronta delle natiche, delle regioni poplitee e delle gambe tracciata dal sangue in modo continuo indica inoltre – a detta del neurochirurgo – la completa estensione degli arti inferiori. La distanza fra l’ala iliaca destra e il coagulo a forma di N che indica il punto di appoggio del piano occipitale sul piano sepolcrale è pari a 63 centimetri. Il totale è dunque di 177 centimetri». A questa altezza, prosegue Nicolò Cinquemani, si devono aggiungere 10 centimetri che separano il piano occipitale dal vertice del cranio alto 23,4. Di conseguenza, l’altezza dell’uomo della Sindone sarebbe di un metro e ottantasette. Un’altezza che, a detta del professore, sarebbe facilmente riscontrabile grazie a un manichino in scala 1:3,74 del quale lui si è servito arrivando persino a ipotizzare i movimenti eventualmente intervenuti al momento della resurrezione. Cinquemani immagina che Gesù sia passato dalla posizione orizzontale a quella verticale ancora ricoperto dalla Sindone. «Avrebbe ruotato il capo verso il basso tenendo il collo in estensione. Avrebbe inoltre spostato la mano destra di 8 centimetri in basso e la mano sinistra in basso a destra di 5 centimetri. Nella posizione verticale del corpo la punta del piede sinistro gravava sul lembo anteriore. La punta del piede destro si trovava sotto il lembo anteriore. Questa trazione ha sollevato la Sindone dal panno ripiegato che ricopriva trasversalmente la volta cranica. Per questo motivo esso rimase aderente ai coaguli dei capelli».
Bisogna ricordare che questi risultati resi noti dal neurochirurgo non sono i primi né gli unici riguardanti ipotesi sull’altezza dell’uomo sindonico. E che proprio questo dato dell’altezza è tra i più discussi dagli studiosi che a vario titolo nel corso degli ultimi anni si sono confrontati sulla Sindone. «Uno dei problemi della Sindone – spiega al Giornale il professor Pierluigi Baima Bollone, medico legale, già direttore del Centro internazionale di Sindonologia di Torino e massima autorità in materia, autore di numerosi saggi scientifici sul sacro lino – è che la figura visibile sul telo è in realtà più lunga nella parte posteriore rispetto alla parte anteriore e questo è dovuto al fatto che il capo era reclinato in avanti e già fissato dalla rigidità cadaverica. Sta di fatto – fa notare il professore – che nessuno dei ricercatori che si è cimentato in questo calcolo ha mai dato la stessa altezza: c’è chi ha detto che l’uomo della Sindone era alto un metro e sessantacinque, chi un metro e ottantadue. C’è poi un problema legato all’esposizione verticale della Sindone lungo i secoli che avrebbe causato uno stiramento del telo, e dunque anche dell’immagine, di alcuni centimetri. L’unica cosa che possiamo davvero affermare, in realtà, al di là delle ipotesi più o meno precise sulla sua statura, è che quell’uomo aveva un aspetto longilineo ed era alto».