L’unica alternativa è convincere Biasotti

Caro Lussana, è spenta la speranza che io avevo espresso. I dubbi di Zara si sono dissolti nella Babele dell'Unione genovese, un innaturale connubio tra impresa e odio di classe in vernice popolare femminista. Queste primarie sono come le nozze gay. Zara è entrato nella morbida gabbia che in una canzone Sanguineti offre a una colomba. Non sarà cantata a Sanremo ma recitata a Palazzo Tursi, forse dalla Vincenzi, se il popolo, non si ribella nelle urne.
Zara verrà maciullato dalle primarie e sterilizzato dai veti burocratici che lo avevano escluso. Poteva e doveva fare una sua lista che si appella i cittadini stanchi del regime neoborbonico costruito dalla sinistra a Genova come a Caserta...
L'elezione del sindaco di Genova a primavera è una metafora della situazione politica e religiosa italiana. Stefano Zara ha chiaramente evidenziato gli errori di metodo, di programma dei partiti Ds e Margherita nella designazione alle primarie di Marta Vincenzi, sacrificando temporaneamente Mario Margini. Nessuno dei dirigenti dei due partiti in via di estinzione nel fantomatico partito clintoniano e neoborbonico si era ricordato della grande risorsa di Stefano Zara che aveva strappato al centro destra il seggio parlamentare del levante moderato. Di fronte alla chiarezza vetero-marxista di Sanguineti si erge la tradizione dossettiana di Zara. Anche cosi la metafora coinvolge Prodi e gli ex-comunisti, le due anime ipocrite del compromesso antistorico. Il marxismo della sinistra comunista italiana tendeva con un'avanguardia a costruire l'uguaglianza della società senza classi. Il dossettismo-sinistra cattolica sogna contro la giustizia di Dio alla salvezza eguale del genere umano senza differenze, guidata da un'elite spirituale verso l'uguale salvezza per tutti, senza distinzioni tra salvati e dannati per loro scelta... Il Concilio da una parte e il compromesso storico dall'altro dettero, con le loro ambiguità, la stura alle utopie del neocattolicesimo e del neocomunismo che sognano in questo mondo e nell'altro due esiti ugualitari cioè nichilistici... La crisi della chiesa e del comunismo nel mondo è sotto gli occhi di tutti... A Genova si sta consumando, nel confronto Zara-Sanguineti l'ultimo atto di questa confusione di culture già fallita nella seria e tragica impresa di Berlinguer e Moro, Paolo VI e Dossetti. Il cardinale Siri previde il crollo del cattolicesimo progressista: Zara non si è sottratto al crollo del dossettismo che Prodi sta realizzando. Della sinistra laica e marxista rimane il potere senza egemonia e trasformazione, rivoluzione volgare dell'ìnvidia e dell’odio, direbbe Marx. Prima la tragedia poi la farsa dell'utopia comunista e cattomodernista. A noi tocca, per salvare coscienze e valori compromessi, andare fuori da queste due culture decadenti che contrastano il giudizio di Dio e il regno di Dio che non è di questo mondo. Resta il realismo della libertà solidale.