L’Unità cerca un cretino

Oggi l’Unità è in sciopero: contro che cosa? Con precisione non l’ha capito nessuno, ma in sostanza si vuole scongiurare che la famiglia Angelucci, già proprietaria di Libero, possa acquistare anche l’Unità. Perché? I lamenti sono due: 1) l’interesse degli Angelucci non è solo imprenditoriale; 2) l’interesse degli Angelucci è solo imprenditoriale. Nella contraddizione c’è tutta la casta giornalistica.
All’Unità vogliono i 6 milioni e mezzo del finanziamento statale, poi vogliono essere comprati da un imprenditore politicamente amico e poi vogliono che questo imprenditore non pretenda di far l’imprenditore, magari facendo quadrare i conti o vendendo più copie o altri mercatismi. In altre parole ancora: vogliono uno che stia zitto, perda soldi allegramente e non sia già proprietario dell’Inter. Il gioco degli Angelucci è evidente: cercano solo lo status del potere editoriale, è impensabile che vogliano snaturare l’Unità o addirittura guadagnarci dei soldi, sicché è già un miracolo che esista qualcuno disposto a sobbarcarsi una rogna del genere.
Qualcuno, ossia, che garantisca quella che è l’unica vera «storia da difendere»: la storia dei singoli giornalisti che agognino uno stipendio a fine mese. prepara carte dei valori e comitati dei garanti: ma non sarà lui a pagarglielo.