L’Università cerca sponsor per Palazzo Belimbau

Il progetto dell'Università degli Studi di Genova di puntare sulla conservazione degli importanti complessi monumentali del patrimonio edilizio dell'Ateneo diventa sempre più realtà: entro i prossimi 15 anni gli studenti, i docenti e lo staff del polo universitario cittadino avranno a disposizione oltre 40 mila metri quadri in più, mentre Genova beneficerà della rivitalizzazione di interi edifici della città storica. Si è conclusa con successo la tavola rotonda in cui il rettore Giacomo Deferrari ha discusso del futuro di Palazzo Belimbau e dell'Albergo dei Poveri, le due nuove sedi universitarie al nodo di Piazza della Nunziata e alla direttrice di via Carbonara. All'incontro erano presenti tutte le autorità interessate al progetto: dal prefetto di Genova Annamaria Cancellieri, al presidente della Provincia Alessandro Repetto, dall'assessore allo Sviluppo dell'innovazione ai rappresentati di Confindustria e della Camera di Commercio di Genova, e molti altri. L'esito è stato positivo: Deferrari non ha nascosto la propria soddisfazione al termine delle discussioni, affermando che «sono state condivise le idee e il progetto, mentre i partecipanti si sono resi conto di essersi seduti ad un tavolo dove tutti siamo protagonisti. Perché gli edifici storici possono essere anche “modelli operativi didattici” e il patrimonio edilizio di un laboratorio di grande potenzialità nel suo insieme».
Grande entusiasmo insomma per il progetto presentato dall'Università degli Studi di Genova di ristrutturare il complesso dell'Albergo dei Poveri, che - fatta eccezione della chiesa, degli spazi dedicati ad attività museale e della sede dell'Asp Brignole - sarà destinato a funzione didattica per le facoltà di Scienze Politiche, Giurisprudenza e Lingue: questo implica il prolungamento della concessione sull'immobile, rinnovata nel 2001 solo per cinquant’anni. Palazzo Belimbau invece è considerato la risposta più naturale e immediata per ospitare il Dipartimento Studenti, il Servizio Accoglienza Studenti Stranieri e la sede di rappresentanza della futura Scuola Superiore: quest'ultima è un'idea per cui è stata richiesta l'autorizzazione del Ministero della Pubblica Istruzione e che se concretizzata offrirà agli studenti più meritevoli dell'Ateneo la possibilità di portare avanti progetti di ricerca. Gli spazi presi in considerazione inoltre possono essere materiale da proporre per ricerca e formazione in campo storico, progettazione architettonica e restauro.
Grandi lavori dunque, che in numeri però si traducono in un investimento che sfiora i 110 milioni di euro. Parte dell'opera, assicura il rettore Deferrari, sarà finanziata con i risparmi ottenuti sugli affitti sottoscritti fino ad oggi: una cifra che supera il milione di euro e che ogni anno grava sui bilanci dell'Università. Per il resto dei fondi è necessario ottenere finanziamenti esterni, ed è proprio a questo che è servito l'incontro di ieri. Il prossimo passo sarà dunque la raccolta di idee per ottenere finanziamenti sostenibili: entro febbraio 2010 si terrà una nuova tavola rotonda, con la quale verranno analizzati i risultati ottenuti e disposte le linee guida del progetto. Si tessono le basi quindi per un intervento importante sul patrimonio monumentale e artistico dell'Ateneo, ma anche un segnale forte della volontà di dare un'immagine rinnovata della città e della capacità di intrattenere un rapporto stretto tra Università e altre istituzioni pubbliche.