La7, Enrico Mentana critica De Benedetti E l'Espresso lo attacca

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Mentana afferma che un eventuale arrivo di De Benedetti renderebbe meno libera La7 e subito scatta la difesa sull'Espresso per smentire le parole del direttore e anzi contrattaccarlo 
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Non parlar male dell'Ingegnere che subito parte il contrattacco. Un adagio rispettato in piena regola. Perché quel messaggio "maligno" nei confronti di De Benedetti non poteva passare così facilmente, senza una adeguata risposta. E non importa se a esternarlo fosse stato quell'Enrico Mentana, definito unanimemente uno dei giornalisti più obiettivi e professionali. Il punto era che affermare che un eventuale acquisto dell'emittente La7 da parte dell'editore del gruppo L'Espresso avrebbe privato della libertà, dell'indipendenza e dell'autonomia di rete e di azione giornalistica non è andato giù. E lo dimostra un articolo pubblicato sul blog dell'Espresso dal giornalista navigato Primo di Nicola, il cui titolo è "Io non mento, tu Mentana...".

di Nicola ammonisce: "Caro Mentana, quando noi all’”Espresso”, anche in quello edito da De Benedetti, facevamo inchieste e denunce sulle mazzette socialiste tu eri giornalista Rai in quota socialista. Quando noi denunciavamo le malefatte berlusconiane tu eri a Mediaset il direttore del principale telegiornale (Tg5) di Berlusconi. E quando Berlusconi convocava i suoi consigli di guerra con i direttori di tutte le sue testate ad Arcore e dintorni, a quelle riunioni c’eri anche tu, magari mentre si preparava a scendere in campo o a varare leggi ad personam, tipo la depenalizzazione del falso in bilancio o le tante altre che gridano ancora vendetta per i danni che hanno prodotto nel sistema giudiziario e in quello democratico. Perciò, via un po’ di misura. Sappiamo tutti che l’editore puro è il meglio che si possa desiderare per fare bene il nostro mestiere. De Benedetti non lo è. Ma se guardo al mio lavoro di giornalista posso dirti che sempre sono stato libero di farlo come meglio ho ritenuto. Non c’è stata notizia negli ultimi venti anni, parola d’onore, che io abbia trovato e che non sia stata puntualmente pubblicata su “l’Espresso”. Tu, Mentana, puoi dire lo stesso?".

Questa è la parte più saliente dell'articolo, così saliente da essere ripresa in home page dal sito Dagospia, che la titola così: "Un Chicco bollito Espresso". Insomma, secondo di Nicola, Mentana peccherebbe di "paraculismo" mentre lui si è vista garantita la pubblicazione di tutte le notizie trovate. Dimentica di citare però tutte quelle da lui non trovate ma dall'Espresso celate. Ma questo non conta. Quello che conta è mettere i puntini sulle i e difendere il proprio editore. Ma cosa ne penserà Mentana?

La risposta del giornalista non si fa attendere: con una lettera proprio a Dagospia si difende "Non ho mai messo in dubbio le qualità dell'editore De Benedetti: ho solo spiegato che la condizione ideale è quella di un editore silente, com'è stata Telecom in quest'anno a La7". E D'Agostino ribatte: e degli interessi dei proprietari di Telecom se ne occuperà il tg di Mentana?