Laboratori: dai frisbee alla camicia di Garibaldi

Laboratori, che passione. Sono già partite a raffica le prenotazioni per partecipare ai vari appuntamenti del festival. Come «Arduino Sumo» a Palazzo Della Meridiana, che vede una vera competizione di Sumo, l’antico sport di lotta giapponese, tra robot costruiti dai ragazzi che si sfidano sul ring senza esclusione di colpi (dai 14 anni). Per i più piccoli (da 8 anni) la tensostruttura ai Giardini Luzzati ospita «Bee free! Dalle crostate ai dischi volanti, la fisica del frisbee»: è trascorso un secolo da quando, in una scuola del Connecticut, nella pausa pranzo, gli studenti invadevano i prati lanciandosi uno disco di latta che altro non era che la teglia della crostata distribuita in mensa dalla pasticceria Frisbie Baking Company, visto che uno dei loro compagni aveva scoperto che, lanciandola capovolta volava benissimo. Da qui la lunga storia del disco di plastica che continua a far divertire generazioni di ragazzi e che racchiude diverse leggi di fisica. Dai 6 anni in su non si può perdere il laboratorio di luce e colore con le tinte dell’Unità d’Italia «La camicetta rossa e il pantalon turchin», per scoprire se la camicia di Garibaldi era proprio rossa e se la sua cavalla era proprio bianca. E per portarsi a casa un brillante tricolore.
Il futuro della medicina è legato all’uso delle cellule staminali: conoscerne l’origine è un modo affinché anche i più giovani possano comprenderne la portata e le implicazioni etiche. Appuntamento a Palazzo della Meridiana dai 16 anni in su. E poi ci sono i laboratori come «C’era una volta... la scienza in aiuto del lupo cattivo», per imparare i trucchi scientifici che possono far concorrenza alle arti magiche (Museo Luzzati), gli appuntamenti dedicati all’ambiente con con criteri scientifici come nel «Forestiamo» per scoprire il mondo delle foreste e le implicazioni climatiche della deforestazione (Museo di Storia Naturale), o come «Le foreste della musica», che insegnano i riconoscere gli alberi che possono essere usati per costruire strumenti musicali (Palazzo del Principe), dove si parlerà anche di «Water, dal mare della Galilea al nostro rubinetto» per scoprire come gli israeliani sono all’avanguardia nel purificare l’acqua. Anche il nostro corpo può essere ascoltato con criteri scientifici, come nel laboratorio «Freddo... Da sempre un grande amico dell’uomo» (Cisterne di Palazzo Ducale), o nel «Mathematics of the Mind. Quando il cervello si inganna» perché anche i computer naturali che abbiamo in testa a volte possono essere raggirati (Munizioniere di Palazzo Ducale). Come sarebbe il nostro mondo se la scienza cominciasse per gioco? Per scoprirlo i piccolini di 4 e 5 anni possono partecipare al laboratorio «Il Libro delle Trasformazioni» (Biblioteca De Amicis), mentre i più grandicelli possono sperimentare come si vivrebbe in una città dove tutto è di plastica «Plasticville. La città intelligente della plastica» è il laboratorio realizzato con il supporto di Federchimica in Piazza delle Feste. Cosa sarebbe poi il mondo senza il riciclo? Per capirlo l’appuntamento è ai Magazzini dell’Abbondanza con «Il riciclone. Vedo, capisco, faccio; le 100 vite degli imballaggi in plastica» (dai 6 ai 10 anni). Dal grande all’infinitamente piccolo: come è fatto un virus? Per entrare nel loro mondo appuntamento a Palazzo della Meridiana.