Le lacrime di coccodrillo della Vincenzi:"Col senno di poi avrei chiuso la città"

In tv le lacrime di coccodrillo del primo cittadino di Genova: "Porterò per sempre le vittime di questo disastro sulla coscienza". Poi torna all'attacco della protezione civile: "Spero che col tempo si capisca che ciò che è accaduto era da segnalare come disastro e non allerta 2. Un’alluvione così, con i mezzi di prevenzioni previsti in essere, non è stata possibile nè da gestire nè da fermare come sarebbe stato giusto"

Il giorno dopo le lacrime per i morti dell'alluvione che ha messo in ginocchio Genova, arrivano le lacrime di coccodrillo. In tv va in onda il mea culpa di Marta Vincenzi, il primo cittadino del capoluogo ligure: "Porterò per sempre le vittime di questo disastro sulla coscienza, la responsabilità ce la prendiamo tutti e io per prima, spero che col tempo si capisca che ciò che è accaduto era da segnalare come disastro e non allerta 2", ha detto il sindaco a "Domenica Cinque". Un passo indietro e due avanti, il valzer della Vincenzi è un balletto per scaricare il barile sulla protezione civile. Eppure da giorni i quotidiani, le televisioni e i siti meteo annunciavano un'ondata eccezionale di maltempo sulla Liguria e il disastro del Levante ligure faceva presagire il peggio. La tragedia di venerdì rischia di spaccare la giunta Vincenzi e le parole del vicesindaco Paolo Pissarello cadono addosso al primo cittadino come una pesante tegola: non abbiamo fatto abbastanza.

Perché le scuole erano aperte? Sono state prese le giuste precauzioni davanti a una catastrofe che poteva essere prevista? I genovesi, tutto il Paese e i giornali hanno acceso i riflettori sul sindaco di Genova dal giorno stesso dell'alluvione e ora la Vincenzi ingrana la marcia indietro: "Col senno di poi, avrei fatto chiudere l’intera città. A seguito dell’Allarme 2 ricevuto dalla protezione civile, quest’anno a noi segnalato 6 volte, abbiamo seguito un protocollo che però non prevede la chiusura di tutte le scuole‚ il blocco di tutta la città".

Ma la Vincenzi non ha dubbi: un evento del genere è impossibile da gestire. "Un’alluvione così, con i mezzi di prevenzioni previsti in essere, non è stata possibile nè da gestire nè da fermare come sarebbe stato giusto". La stessa maggioranza della Vincenzi si spacca attorno alla gestione dell'emergenza e il vicesindaco Paolo Pissarello sposa posizioni molto critiche: "Le misure prese dal comune non sono state sufficienti. Da una parte mi dico che abbiamo messo a posto alcune cose dall’altra mi dico che non sono bastate. Non mi sottraggo al fatto che non sono bastate. Non sono bastate". Intanto il fango si è mangiato Genova e mentre il mare francese restituisce altri tre corpi in Italia la polemica continua a infuriare: si poteva evitare tutto questo?