Ladro sperona la «gazzella», morto carabiniere

Illeso il collega della vittima La caccia all’uomo si è conclusa ieri pomeriggio quando il fuggiasco è stato individuato e arrestato

da Roma

Insegue in autostrada un furgone rubato, muore in una carambola fatale un appuntato dei carabinieri di Roma, Roberto Sutera, 37 anni. È successo l’altra notte sulla diramazione Sud dell’autostrada del Sole, alle porte della Capitale. Il pregiudicato alla guida del mezzo è stato rintracciato ieri pomeriggio in un casolare nei pressi dei Castelli romani, a Zagarolo, dove un complice, ora in stato di fermo, l’ha aiutato a nascondersi. L’uomo si chiama Massimo Savo Sardaro, ha 38 anni, ha piccoli precedenti. È stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario e furto. Nel furgone dato poi alle fiamme e abbandonato a Ciampino aveva due prosciutti e due salami.
I carabinieri del nucleo operativo di Colleferro l’avevano riconosciuto a bordo del Peugeot bianco rubato tre giorni prima a una ditta di costruzioni della zona. Sono le 2,30 dell’altra notte. Scatta l’inseguimento. Il furgone si immette sulla bretella autostradale a Valmontone, direzione Roma. A San Cesareo imbocca l’autostrada anche la «gazzella» guidata dall’appuntato. Al suo fianco il collega Francesco Denaro, 25 anni, rimasto quasi illeso nel violento incidente. Alle tre e ventotto minuti il Peugeot, che ha già seminato una pattuglia dei carabinieri sfonda la barriera del casello Roma-Sud. Ma dietro la Stilo di Sutera si avvicina sempre più.
Le telecamere della società autostradale riprendono la scena. Si muove anche la Polstrada. Tre chilometri più avanti ecco l’impatto fatale, sulla rampa d’immissione al Grande Raccordo Anulare. La «gazzella» s’affianca al furgone, fa per superarlo ma quello la stringe sul lato posteriore sinistro e la sperona. L’auto dei carabinieri sbanda,e si schianta sul new jersey di cemento, si ribalta e per finire in bilico sul muretto di cemento. I due carabinieri vengono sbalzati fuori dell’abitacolo. Non indossano le cinture di protezione. Sutera batte violentemente il capo sull’asfalto. È ancora vivo, un medico di passaggio tenta la rianimazione. Ma quando arriva l’ambulanza, per il militare non c’è più nulla da fare. Il collega, invece, verrà trasportato al Policlinico Casilino: è sotto choc, ma ha riportato solo qualche escoriazione.
«Questa tragedia purtroppo - ricorda il generale Baldassarre Favara, comandante regionale dopo aver fatto visita al carabiniere ferito - non fa altro che sottolineare la generosità di questi uomini, col cuore sempre al di là dell’ostacolo dell’intervento». Cordoglio per la morte di Sutera è stato espresso dal presidente del Consiglio Romano Prodi e dal ministro dell’Interno Arturo Parisi. Sutera, appassionato di equitazione e un passato nel volontariato, indossava la divisa dal ’91. Lascia due figlie di 9 e 3 anni avute rispettivamente dall’ex moglie e dall’attuale compagna con la quale viveva a Palestrina. «Un ragazzo sveglio, ben preparato e con molta esperienza», dice di lui il comandante del Reparto Territoriale di Frascati, il colonnello Marco Minicucci, visibilmente commosso.
Ora alla Procura di Roma spetterà ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Oggi i funerali della vittima.