L'agenzia di modelle? Ora si sposta di città in città e... cambia le regole

Lo statuto prevede una rivoluzione «etica»: «Non valuteremo più le ragazze per le misure»

Elena Banfi

Il messaggio è chiaro a partire dal nome, Revolution Models Management, che non è l'ennesima agenzia di modelle nata nella Milano capitale del fashion business, ma è la prima che dichiara apertamente guerra, nel suo statuto, a tutti quegli atteggiamenti comuni ancora duri a morire nel settore.

Perché luccichii, fisici mozzafiato, baci, abbracci e inviti a feste vip sono solo la facciata di una professione faticosa dal punto di vista fisico e psicologico, considerando anche che chi la esercita ha un'età molto giovane e una personalità in formazione.

Revolution compie una brusca virata etica, morale ed economica che, malgrado accordi e protocolli (l'ultimo quello siglato lo scorso settembre dai colossi del lusso LVMH e Kering, firmatari della prima Carta per il benessere di modelle e modelli, a garanzia di elevati standard di integrità, responsabilità e rispetto) troppo spesso finisce nel dimenticatoio: episodi di discriminazione e maltrattamenti da parte di booker, direttori di casting o clienti non mancano mai. «Serve ribilanciare quello che è un lavoro di consulenza e supporto, preoccupandosi più delle persone e meno del profitto» spiegano i soci fondatori di Revolution, Marco Redaelli e Marcello Mosesso, che basano la loro filosofia sulla banalissima considerazione «No-Models-No-Agencies». Vale a dire se non ci fossero le modelle, non esisterebbe nessuna agenzia. I due hanno passato anni a osservare la situazione da differenti angolazioni: come clienti, come operatori del settore, come semplici esseri umani. E hanno tirato le loro conclusioni: per troppe volte hanno sentito storie di ragazze umiliate, mortificate, sfruttate per generare profitto perché «tanto è il loro lavoro». Si fa quasi fatica a immaginare che dietro un mondo che pare incantato ci sia un sottobosco di pretese spesso assurde, di critiche mosse ad aspetto, peso, età, esperienza, addirittura a tratti caratteriali irrilevanti ai fini della professione di modella. E ci sono, anche, vessazioni economiche, ricarichi su qualsiasi cosa, dall'affitto dell'appartamento agli strumenti di lavoro. In un periodo in cui si parla tanto di inclusione, Revolution si propone come un'agenzia in cui l'ideale estetico della ragazza alta, magra e acqua e sapone lascia il posto a un più libero uso del proprio corpo, inteso come rappresentazione di sé stessi, come mezzo attraverso cui ognuno esprime la sua personalità.

«Dietro ognuna delle ragazze che rappresentiamo spiegano Mosesso e Redaelli c'è una storia, una passione, una vita, che per la nostra agenzia viene prima di ogni altra cosa». Insomma, è una sfida: in un settore affamato di profitti e brulicante di furbetti e ipocrisia, puntare non sulla quantità ma sulla qualità nel lavoro e nelle relazioni è una scelta da mosche bianche, pura follia.

Eppure Revolution collaborerà con clienti nazionali e internazionali, ai quali propone profili valutati con attenzione e sensibilità, ottimizzando tempi, energie e budget. Il cliente non sceglie solo una bella ragazza, ma abbraccia un'intera filosofia che unisce duro lavoro, altissima professionalità e profondità di relazione umana, per ottenere il massimo dei risultati. Ma non aspettatevi di fissare un appuntamento in una location lussuosa, tra scrivanie di cristallo, pezzi di design e piante esotiche. Lo staff di Revolution, proiettato in un nuovo futuro possibile, si sposta proprio come le sue modelle tra aree comuni, librerie, spazi di co-working. Questo sì che è stile!