L'amore maturo è un mistero da (ri)scoprire

Caro direttore, l'amore stagionato è un argomento che affascina da sempre e affronta un tema sul quale mi sono interrogata e del quale non ho capito niente. Mi guardo attorno con immutato interesse e vedo, nel giardino dell'amore, persone che rinunciano a gestirlo con l'intelligenza. Ma devo constatare che c'è grande distanza tra la razionalità lucida dell'intelligenza e le intemperanze emozionali. Ecco perché si diventa ciechi e a volte sciocchi e non ci chiediamo «perché lui e non un altro?». Ma il fascino delle vicende amorose, consiste anche in questo soprattutto al loro sbocciare quando è facile confondere l'innamoramento con l'amore. Sarà il percorso insieme a dare le attese conferme. Sarà quel tenersi per mano, sarà il tenero sorriso che dedichiamo all'imbiancare dei capelli, a testimoniare la consistenza del sentimento. Quando - al conforto di quel sorriso reciproco - la stanchezza svanisce, é essenziale la consapevolezza di vivere una fase privilegiata. Mi commuovo quando vengo sfiorata dall'amore «maturo», e mi sono chiesta: «Cosa c'è di più bello di due giovani che si amano?» e la risposta è giunta immediata «Due anziani, che si amano ancora».

Renata Mucci

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Cara Renata, se non ha capito niente lei, si figuri io. Mi trova impreparato e inadeguato, più che di amori stagionati al massimo potrei raccontare di amori avariati. Non so se i nostri genitori si siano amati sempre, so che nella maggior parte dei casi sono arrivati insieme a fine corsa, il che credo li abbia ripagati di inevitabili dolori e sofferenze nelle quali si incappa nella vita. So anche che il turn over non produce risultati migliori in quanto a felicità-infelicità della monogamia. Piace agli avvocati divorzisti e ai proprietari di case. Posso sottoporle una massima di cui non ricordo l'autore, che più o meno diceva: non sei stata il mio primo amore, non sei stata il mio grande amore ma sei il mio ultimo amore: per questo ti adoro. Già, l'ultimo. Vai a saperlo.