L'Antitrust al ministro Sacconi: «Aumentare il numero di pediatri di base»

Secondo l'Authority, gli attuali metodi di calcolo del numero massimo di pazienti cui si può fornire assistenza limita l'accesso alla professione e non consente un miglioramento dell'offerta.

Bisogna aumentare il numero dei pediatri di base ed eliminare le restrizioni all'accesso alla professione. È quanto emerge da una segnalazione inviata dall'Antitrust al ministero del Lavoro e alla Regione Lombardia.
Secondo l'Autorità presieduta da Antonio Catricalà, le modalità di calcolo del rapporto ottimale del numero di pediatri, basate su un pediatra ogni 600 bambini da 0 a 6 anni e il meccanismo del massimale (numero massimo di bambini che un pediatra può assistere, compresi i bambini da 6 a 14 anni e fissato in 800 pazienti) comportano vincoli all'accesso alla professione, in quanto «impediscono a coloro che sono interessati ad accedere alla professione di pediatra, anche se in possesso dei titoli di studio richiesti e iscritti nelle graduatorie regionali, di entrare nel mercato della fornitura dei servizi pediatrici primari in convenzionamento con il Servizio sanitario nazionale».
Per l'Authority «si consente ai pediatri già convenzionati di consolidare la propria posizione e di allargare il bacino di assistiti, a scapito delle possibilità di scelta dei cittadini e della qualità dei servizi medici prestati». In sostanza il rapporto ottimale viene calcolato su una platea più ristretta di quella reale perché in teoria dai sei anni in su si possono portare i bambini dal medico di base.
L'Autorità, dunque, «auspica un ripensamento, a livello nazionale, sulle modalità di calcolo del rapporto ottimale per l'individuazione del numero dei pediatri di base attivi in un dato ambito territoriale, al fine di rendere coerente la base di calcolo dello stesso con il numero dei bambini effettivamente assistiti dai pediatri di base. Un ripensamento su tale profilo garantirebbe un aumento del numero dei pediatri di base attivi con miglioramento dell'offerta e del benessere degli utenti».
L'Antitrust richiama inoltre la Regione Lombardia, che con un accordo collettivo ha fissato il massimale in 1.400 unità, sulla necessitò di ridurre il massimale stesso almeno al livello nazionale: in questo modo «si permetterebbe alle Asl, in particolare alla Asl Milano, di aumentare il numero di professionisti che possono esercitare la professione di pediatra di base, inserendo i pediatri, che hanno fatto domanda e che si trovano in graduatoria utile».