L'automedicazione per la famiglia: piccole patologie, cure e farmaci da banco

Il 64% degli italiani cura da sé i piccoli disturbi di salute. Ma oltre a una buona dose di conoscenza non deve
mai mancare il buon senso: al minimo dubbio è bene ricorrere al consiglio del medico o del
farmacista. Federfarma, in collaborazione con Sanofi-Aventis, pubblica un libro che aiuta le famiglie a conoscere e scegliere i medicinali<br />

Milano – Quante volte per curare un semplice raffreddore, un mal di gola o un bruciore di stomaco siamo andati in farmacia per acquistare un medicinale e curare da soli il nostro disturbo? E’ capitato e capiterà a tutti. Ovviamente, come si legge su ogni foglietto per le istruzioni, se “il problema persiste è necessario contattare il medico curante”. Su questo non ci sono dubbi. Gli italiani che ricorrono all’automedicazione sono, ormai, il 64% (Censis 2007): due su tre.

Ci sono delle cattive abitudini da evitare a tutti i costi: il rischio del “fai da te” e quello di scegliere i medicinali sulla base di un passaparola tutt’altro che scientifico. Due cattive abitudini che possono essere pericolose per la salute. Per risolvere questo problema e colmare una lacuna, offrendo informazioni scientificamente precise e semplici da capire – alla portata di tutti – è stato pubblicato il libro “L’automedicazione per la famiglia - Piccole patologie, cure e farmaci da banco”, realizzato dall’editore Punto Effe con il contributo della casa farmaceutica Sanofi-Aventis. Un vero e proprio manuale per conoscere meglio i farmaci da banco e imparare a usarli in modo intelligente.

Distribuito nelle farmacie dal 22 ottobre Il volume sarà distribuito in 400mila copie nelle farmacie di tutta Italia tra pochi giorni. Sarà il farmacista a consegnare direttamente e gratuitamente nelle mani dei cittadini il libro: un passaggio di mano significativo tra chi “conosce i farmaci” e chi “deve conoscerli meglio” prima di utilizzarli. Trecentoventi pagine, suddiviso per apparato (digerente, respiratorio…) e mirato esclusivamente all’automedicazione delle piccole patologie, il libro riporta una breve descrizione dei disturbi, senza trascurare indicazioni sugli stili di vita da adottare o evitare. Alla fine di ogni capitolo c’è un elenco di tutti i prodotti Otc (vendibili senza ricetta) adatti per trattare i disturbi descritti.

Curarsi da soli fa male: un luogo comune da sfatare L’automedicazione non intende sostituirsi al lavoro prezioso di medici generici e specialisti ma solo aiutare le persone ad un uso consapevole – cioè corretto – dei farmaci. Spesso si sente dire che curarsi da soli fa male ed è molto pericoloso. Ma ciò non dipende dai farmaci Otc, che per loro natura e definizione sono sicuri e con bassi effetti collaterali. Il problema è l’impiego scorretto dei medicinali e l’incapacità di riconoscere i sintomi curabili con l’automedicazione. Il libro tratta con la dovuta attenzione l’uso dei farmaci nelle diverse età, perché l’interazione tra medicinali diversi può avere effetti dannosi ed è bene che le persone siano informate anche di questo, visto che gli Otc, anche se sicuri, sono farmaci a tutti gli effetti.

Perché un libro e non altri strumenti di comunicazione Conoscere meglio i farmaci può aiutare ad evitare gli eccessi e gli effetti collaterali. Il problema principale è la conoscenza e, di conseguenza, la comunicazione. Federfarma e Sanofi-Aventis hanno scelto di informare i cittadini attraverso un libro. Un mezzo vecchio e superato? “Tutt’altro – dice il professor Stefano Govoni, autore del libro insieme alla professoressa Adele Lucchelli e al dottor Pierluigi Diano -. Internet è utilissimo e io stesso, nel mio lavoro di ricerca, lo uso ogni giorno. Ma non tutti sanno selezionare l’informazione e, trattandosi di un tema così delicato come la salute, abbiamo pensato che il libro fosse la soluzione più appropriata. Una scelta apparentemente retrò ma in realtà una scelta sensata”. E’ facile, a questo punto, pronosticare che le 400mila copie andranno subito a ruba nelle farmacie.