Lecce, blitz antimafia contro Sacra Corona UnitaArrestate 49 persone

Maxi operazione nel leccese. Tutti gli arrestati sono riconducibili alla Sacra Corona Unita. L'accusa è di traffico di stupefacenti e estorsioni

La polizia di Lecce stamattina ha arrestato 49 persone accusate di traffico e produzione di sostanze stupefacenti, riscossione forzata dei crediti, gestione del gioco d’azzardo, estorsioni e riciclaggio. Tutti erano affiliati alla Sacra Corona Unita e già noti alle forze dell’ordine. Una decina in realtà sono già in carcere.

L’associazione era conosciuta per le forti intimidazioni che metteva in atto per il controllo del territorio di Lecce e dei paesi limitrofi. L’operazione, denominata "Cinemastore", era scattata tre anni fa, in seguito ad un attentato ad una videoteca di Lecce, e ad oggi ha permesso di accertare l’appartenenza degli affiliati proprio all'organizzazione mafiosa, capeggiata da Pasquale Briganti e dai fratelli Giuseppe e Roberto Nisi.

Dall’attività investigativa è emerso che gli affiliati facevano riferimento a Briganti anche per risolvere eventuali controversie interne e per garantire il rispetto delle regole imposte dall’affiliazione. Inoltre Briganti si occupava della riscossione del "punto", una speciale tangente sul commercio della droga che riguardava soggetti esterni all’organizzazione. Questi infatti erano tenuti a pagare una tassa nei confronti dell’organizzazione che controllava il terriotorio del leccese. L’inchiesta ha riguardato anche l'omicidio di Antonio Giannone. Durante le operazioni sono stati sequestrati più di 3 chili di cocaina e 2 chili di hashish.