La Lega voterà per l'arresto di CosentinoMa Berlusconi boccia la linea giustizialista

Domani il voto della Giunta per le autorizzazioni della Camera sull'arresto dell'ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, accusato di concorso esterno in associazione camorristica. Maroni: "Secondo i nostri due membri in Giunta non c'è <em>fumus persecutionis</em> nei suoi confronti". Gasparri: "La nostra posizione è ovviamente diversa, mi auguro prevalga una valutazione diversa nelle prossime ore da parte della Lega". In serata vertice ad Arcore tra Berlusconi e Bossi. Il Cavaliere vorrebbe evitare un nuovo "caso Papa"

La Lega Nord voterà a favore alla richiesta di arresto di Nicola Cosentino. Lo ha confermato Roberto Maroni secondo cui "non c’è fumus persecutionis" nei confronti del deputato, come rifertito dai "nostri due membri della Giunta". Domani la Giunta per le autorizzazioni della Camera deciderà sulle sorti dell’ex sottosegretario all’Economia, accusato di concorso esterno in associazione camorristica.

La decisione non piace al Pdl, che chiede al Carroccio di ripensarci. Il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri ha ribadito che la posizione del Popolo delle libertà è "ovviamente diversa", ma si augura "prevalga una valutazione diversa nelle prossime ore da parte della Lega". In serata Silvio Berlusconi sarà a cena con Umberto Bossi, secondo quanto rivelano alcune fonti parlamentari. Il Cavaliere, amareggiato per il "gesto forte" del Carroccio, proverà a far cambiare idea al Senatùr. Ai suoi avrebbe detto di non volere un nuovo "caso Papa" e di dire no ad una linea giustizialista: non si può mandare qualcuno in galera solo per un ritorno elettorale.

Oggi, intanto, il processo a Cosentino è andato avanti con la testimonianza dell'ex ministro all'Ambiente Altero Matteoli che ha rivelato: "Si era creato un clima di avversione nei confronti della ditta affidataria del servizio della gestione al valle della raccolta dei rifiuti e la mia lettera bloccò l’ordinanza numero 48 firmata dal sub commissario per l’emergenza rifiuti Giulio Facchi". Al centro dell’interrogatorio c'è una ordinanza del 2002 con cui Facchi affidava alla società Impregeco la gestione a valle del trattamento dei rifiuti, gestione affidata dal 1998 alla Fibe.

Con l'ordinanza alla nuova impresa è stato chiesto in particolare un progetto di riqualificazione ambientale della cava di tufo in località Torrione (Caserta) e l’annesso impianto di igienizzazione. Dalle indagini sono emerse alcune intercettazioni tra vertici della Impregeco, sull’individuazione della discarica Lo Uttaro di Caserta come sversatoio di rifiuti, favorita anche dall’interessamento di Nicola Cosentino. La manovra venne interrotta con il blocco dell’ordinanza grazie a una lettera di Matteoli, che oggi ha spiegato: "Io sono stato in Austria, in Francia ma anche a Brescia per verificare il funzionamento dei termovalorizzatori. L’intento - ha aggiunto il parlamentare - era quello di esportare quel modello in Campania". Nella lettera a Facchi, l'ex ministro precisava che "la realizzazione di una discarica da utilizzare in caso di emergenza faceva parte dell’esercizio che si attribuisce in via esclusiva solo al presidente della Regione e commissario delegato (ovvero Antonio Bassolino) e non al subcommissario.