"Legalità e tutela per i minori immigrati"

Doppio appello del Presidente Napolitano e del Papa in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Il Capo dello Stato: "E' importante che i minori migranti 
siano sottratti al rischio di cadere vittime di organizzazioni
criminali e di vivere in contesti degradati dove la legge non vale"

Roma - Dopo i fatti di Rosarno i riflettori sono tornati ad accendersi sul fenomeno dell'immigrazione in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, dedicata quest'anno a "il minore Migrante e Rifugiato, una speranza per il futuro". Sia il Papa sia il Capo dello Stato hanno fatto sentire la loro voce auspicando un miglioramento delle condizioni di vita degli stranieri che arrivano nel nostro Paese, con un'attenzione particolare ai piccoli immigrati: 862.453 i residenti e 6587 quelli giunti solo nel corso del 2009.

Il Papa Anche Gesù era un rifugiato, ha sottolineato Benedetto XVI parlando all'Angelus. "Da neonato visse la drammatica esperienza del rifugiato a causa delle minacce di Erode" e "ai suoi discepoli ha insegnato ad accogliere i bambini con grande rispetto e amore". Il Pontefice ha quindi lanciato un appello affinché i minori immigrati "siano garantiti sul piano legislativo" e soprattutto "accompagnati negli innumerevoli problemi che devono affrontare".

Napolitano "E' importante che i minori migranti - ha affermato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio inviato al direttore generale della fondazione Migrantes della Cei, mons. Giancarlo Perego - siano sottratti non solo al rischio di cadere vittime di organizzazioni criminali, ma di vivere in contesti degradati dove la legge non vale". Il Capo dello Stato ha quindi espresso "apprezzamento per quanto la Chiesa cattolica fa in favore dei migranti" e ha sottolineato "l'importante contributo" che viene dato dal volontariato.

Bersani Le parole di Napolitano hanno portato il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, a invocare una adeguata politica per l'integrazione. "Dobbiamo evitare di essere un'idrovora della clandestinità e di fenomeni di possibile degenerazione ma dobbiamo avere meno lavoro nero e regole più flessibili che aiutino a ridurre la clandestinità e una politica dell'integrazione che sia all'altezza di un Paese civile" ha detto con un esplicito riferimento a Rosarno (allusione fatta, seppure implicitamente, anche da Napolitano). Per il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando il messaggio del Capo dello Stato "é un monito per le coscienze di tutti".

Gasparri Il presidente del Pdl al Senato ha comunque messo alcuni paletti: "In materia di immigrazione bisogna continuare nella politica di respingimento dei clandestini e di accoglimento limitato a quote di stranieri che possano essere inseriti nel mercato del lavoro. Aprire le porte a tutti vorrebbe dire consentire forme di illegalità, di sfruttamento e di razzismo". Se la politica continua nei suoi distinguo sul tema dell'immigrazione, dalle organizzazioni umanitarie arrivano richieste ben precise.

Save the Children "Servono modifiche normative in tema di immigrazione per assicurare in Italia protezione, accoglienza e cittadinanza piena ai minori migranti" sostiene Save the children secondo la quale va impedito il rinvio verso la Libia dei migranti rintracciati in acque internazionali e bisogna procedere a una modifica della Legge sulla cittadinanza per riconoscere a tanti bambini e adolescenti la piena titolarità di uno status (quello di cittadini italiani) che di fatto, nella vita quotidiana, hanno già maturato. Insomma, "é necessario che nel gestire il fenomeno migratorio il governo tuteli i diritti di migranti e rifugiati" conclude l'Unhcr ringraziando la Chiesa per ciò che ha fatto e continua a fare nei confronti di queste persone.