Legambiente difende il Dop

Aumentare il numero di produzioni tipiche riconosciute a livello europeo e spiegare lo stretto legame tra esistenza di prodotti tipici, sopravvivenza animale e mantenimento della biodiversità. Con questo scopo è nato il progetto LeMilledop: i territori delle identità italiane, ideato da Legambiente e finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali che si colloca all'interno di «Countdown 2010», l'iniziativa europea promossa dalla IUCN - The World Conservation Union - nata per dare seguito agli impegni internazionali per fermare la perdita di biodiversità entro il 2010.
In Liguria il progetto Le MilleDop, i territori delle identità italiane, è stato illustrato a Portovenere, nello Spezzino, presso la sede del Consiglio Comunale, alla presenza di amministratori locali, istituzioni pubbliche, associazioni ed esperti. È stata l'occasione per discutere sulle strategie di valorizzazione delle produzioni tradizionali liguri, delle Dop (Denominazione di origine protetta) dell'olio Riviera ligure e del basilico genovese ma anche degli altri 243 prodotti tradizionali inseriti nell'elenco della Regione Liguria.
«I prodotti agroalimentari tradizionali e le tipicità del territorio - ha dichiarato Antonio Nicoletti, responsabile aree protette e territorio di Legambiente - rappresentano elementi importanti di promozione di uno sviluppo locale sostenibile e durevole, che si deve necessariamente collocare nello stretto legame tra la tutela del paesaggio, la conservazione della natura e della biodiversità, a testimonianza del fatto che la qualità delle produzioni agricole non può considerarsi disgiunta dalla qualità ambientale».
Si è paralato anche del legame tra i Parchi e l'agricoltura che in Liguria è molto forte. Ne è uno splendido esempio il Parco nazionale delle Cinque Terre caratterizzato dal singolare paesaggio agrario dei terrazzamenti e dei muretti a secco che gli è valso il riconoscimento Unesco come patrimonio mondiale dell'umanità, dove olio e vino sono produzioni centrali per l'economia del territorio. «Quello delle Cinque Terre - ha concluso Nicoletti - è tra i parchi che meglio esprime il rapporto tra produzioni e territorio: l'importanza del terrazzamento agricolo come unica soluzione per coltivare suoli così impervi è fondamentale per prevenire rischi idrogeologici e proteggere il suolo dall'erosione. E il mantenimento di produzioni simbolo come lo sciacchetrà contribuisce a mantenere vivo il legame con la biodiversità, sia dal punto di vista naturalistico che culturale».